Toronto Raptors e Milwaukee Bucks si apprestano a vivere questo inedito primo turno di playoffs con aspettative molto differenti, ma con la stessa convinzione di chi ha visto definitivamente svoltare la propria stagione dopo la pausa dell’All Star Game. Stiamo infatti parlando delle squadre che da quel momento in poi detengono i migliori record a est assieme a Boston. Si tratta dunque di uno scontro tra due roster in salute, che anche grazie ad alcune trade particolarmente fortunate (si chieda in casa Raptors per maggiori delucidazioni) arrivano a questo impegno sull’onda dell’entusiasmo.
C’è chi, come Milwaukee, deve riprendere un discorso iniziato due anni fa (sconfitta 2-4 contro i Bulls al primo turno dei playoffs) e interrotto bruscamente nella sciagurata regular season 2015/16 da 33 W; c’è poi chi, come Toronto, un discorso del genere non lo interrompe da tempo, visto che si appresta a vivere la quarta postseason consecutiva, e non più di 10 mesi fa si giocava una finale di Conference contro i Cleveland Cavaliers.
LA REGULAR SEASON DEI RAPTORS
- Record: 51-31
- Offensive rating: 112.3 (6th)
- Defensive rating: 108 (11th)
- Key Stats: 8.3 palle recuperate – 12.8 palle perse – 46.4% dal campo
- Team leaders: DeMar DeRozan (27.3 PTS) Jonas Valanciunas (9.5 REB) Kyle Lowry (7 AST)
LA REGULAR SEASON DEI BUCKS
- Record: 42-40
- Offensive rating: 109.2 (13th)
- Defensive rating: 109.2 (19th)
- Key Stats: 24.2 assist – 8.1 palle recuperate – 47.4% dal campo
- Team Leaders: Giannis Antetokounmpo (22.9 punti, 8.7 rimbalzi, 5.4 assist)
IL DUELLO
E’ evidente che con il Jabari Parker d’inizio stagione (oltre 20 punti e 6 rimbalzi in 51 partite) avremmo fatto altre valutazioni. Ma con l’ex Duke ai box, non si può fare a meno di fare una prima osservazione: le speranze dei Milwaukee Bucks iniziano e finiscono con Giannis Antetokounmpo. Jason Kidd ha scelto di fare del greco il perno del gioco, un all-around player capace di sfruttare le sue enormi leve e il suo inaspettato ball handling per creare mismatch in ogni occasione. Per permettere tutto ciò, il numero di possessi sui 48 minuti è volutamente basso (94.5), praticamente identico a quello dei Raptors (94.8). Anche se l’opzione “Antetokounmpo 1 vs 5 in transizione” viene cavalcata più volte per creare scompiglio nelle difese avversarie, i Bucks – a differenza dei canadesi – hanno il loro punto di forza in un ragionato e intelligente ball movement. Il gioco si sviluppa principalmente dagli angoli, con Malcolm Brogdon o Matthew Dellavedova spesso utilizzati da (ottimi) bloccanti, e Giannis principale deputato a ricevere la palla e leggere il movimento dei compagni sul lato debole.

Khris Middleton e Greg Monroe sono i giocatori più talentuosi a fianco di Antetokounmpo. Il loro rendimento sarà cruciale per giocarsela ad armi pari con i Raptors
L’attacco dei Raptors è invece stagnante e prevedibile, ma paradossalmente potrebbe rappresentare il loro grande vantaggio: i canadesi infatti, pur essendo ultimi per assist a partita (18.5), hanno almeno 4 giocatori capaci di creare punti in situazioni di 1 vs 1. Sotto canestro a Jonas Valanciunas è stato affiancato l’ex Thunder e Magic Serge Ibaka, mentre fra gli esterni la coppia Kyle Lowry – DeMar DeRozan si è confermata fra le più letali dell’intera NBA. Dwane Casey ha imparato negli anni ad accettare le caratteristiche dei suoi giocatori più talentuosi, cercando di esaltare le loro qualità. In tal senso è facilmente spiegabile la spiccata propensione dei Raptors a guadagnare tiri liberi (24.8 a partita), conseguenza diretta delle innegabili capacità di 1 vs 1 dei giocatori citati in precedenza.
I Bucks, come dicevamo, si affideranno a quel prodigio della natura che risponde al nome di Giannis Antetokounmpo. Potrà sembrare banale, ma in questo caso la stella della squadra non è semplicemente il giocatore più talentuoso: il greco, infatti, è il migliore dei suoi in ben 5 campi statistici (punti, rimbalzi, assist, stoppate, palle rubate), e in ognuna di queste categorie si trova nella top 20 della lega. Sapete quanti avevano raggiunto un simile traguardo, in passato? Se non avete risposto, complimenti: non ci era mai riuscito nessuno.
Jason Kidd ha permesso al 23enne greco di prendere in mano la squadra nel giro di 2 anni, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. I playoffs a cui stiamo per assistere potrebbero essere i primi passi di un fenomeno verso l’olimpo del basket.
A Toronto è invece da poco rientrato un certo Kyle Lowry dall’infortunio al polso destro che lo ha tenuto fuori per un mese e mezzo. Alla prima partita, in quel di Detroit, ha semplicemente vinto da solo, finendo con 27 punti, 5 rimbalzi e 10 assist. Una dimostrazione di forza e consapevolezza che ha spazzato via ogni dubbio sulle sue condizioni fisiche. Sarà stimolante vedere se e come funzionerà l’intesa con Serge Ibaka, potenzialmente il vero valore aggiunto in un eventuale rematch con i Cavaliers. Da verificare invece l’approccio a questo primo turno, dopo i tentennamenti iniziali contro Pacers, Heat e Cavaliers nella passata stagione. C’è però da precisare che in tutte e 3 le serie reagì magnificamente, trascinando i suoi al passaggio del turno contro Miami.
Quando DeMar DeRozan non verrà chiamato in causa, sarà lui a doversi caricare la squadra sulle spalle.
L’esperienza accumulata negli anni fa pendere la bilancia dalla parte di Toronto, ma c’è da scommettere che non sarà facile strappare una vittoria in Wisconsin per accorciare la serie. Bisogna invece fare particolare attenzione a gara 1: Toronto nella sua storia ne ha giocate 5 in casa, e le ha perse tutte e 5.

