‘Love him or hate him’. Vedendo giocare la guardia ex Cincinnati non si puó non amarlo oppure odiarlo,ed è proprio quello che suscita la sua personalità, senza avere una via di mezzo, perchè in fondo lui stesso, uno che si fa chiamare ‘Born Ready’ non puó che rappresentare l’eccesso a livello cestistico. Quando si parla di Lance Stephenson è quasi impossibile non paragonarlo a Dr. Jekill & Mr. Hyde, perchè ha dimostrato più volte che è in grado di vincere fondamentalmente da solo e allo stesso tempo di far perdere la sua squadra.
Stephenson è free agent e, dopo le tre ragioni per cui potrebbe rimanere ad Indy (clicca qui), ecco i motivi per cui dovrebbe lasciare i Pacers.
1-Potrebbe ottenere un contratto ricchissimo. Indiana, come è emerso in questo ultimi giorni di Free Agency, non sembra disposta a fare proprio tutto per l’ex Cincinnati, il quale vorrebbe cercare di ottenere il vero e proprio massimo possibile per le sue tasche, sfruttando anche l’onda della sua più grande stagione sino ad ora e con l’obiettivo, ormai a 23 anni di firmare il ‘contrattone’ della vita, che delimita, nel bene e nel male, il cambiamento da giocatore ‘normale’ a Superstar nella lega. Molto spesso, però, formule contrattuali del genere causano anche grandi aspettative che, nella maggior parte dei casi, non vengono rispettate (vedere Stoudemire per capire) e vanno ad appesantire le franchigie per lunghi, e per tratti interminabili, anni. Non dovrebbe essere il caso di Lance, che comunque non è del tutto affidabile, a causa di un carattere che, per quanto speciale, potrebbe tradirlo da un momento all’altro.
2-Ai Pacers qualcosa sembra essersi rotto. La franchigia non ha dimostrato di essere quella macchina, quasi perfetta fino all’All Star game, capace di sconfiggere l’egemonia degli Heat ad Est. Purtroppo, con il passare del tempo, la spogliatoio si è disunito: sono stati incolpati quasi tutti, da Vogel a Hibbert, passando per lo stesso Stephenson, fino ad arrivare addirittura alle dichiarazioni di Paul George dopo l’eliminazione in gara-6 contro Miami in cui ha lasciato capire che non sarebbe stato così entusiasta della rifirma della guardia Newyorkese. L’ambiente in quel di Indianapolis non è sicuramente all’unanimità pro-‘Born Ready’, ed è per questo che la rifirma tarda ad arrivare (oltre alla ragione economica). Insomma, lo stesso Stephenson dovrebbe essere sicuro di godere della fiducia totale da parte di società, allenatore e giocatori, soprattutto per il suo modo di giocare, per accettare di restare. Altrimenti, perchè rimanere in una squadra che non lo tollera?
3- Potrebbe diventare il vero e proprio volto di un’altra franchigia. Ormai Indiana è guidata da Paul George. Lance si è dimostrato un ottimo ‘violino’ per una contender, il 23enne quest’anno ha dimostrato di poter trasportare una squadra alla vittoria. Ha grinta e determinazione che pochi hanno in NBA, e una sfrontatezza che può sembrare ridicola ad alcuni (come dimostra l’aver sfidato LBJ, non uno qualunque, durante le finali di conference, salvo poi essersene pentito, vista la grande risposta di King James), ma che nella lega può diventare simbolo di sicurezza e fiducia in sè stessi, qualità incredibilmente apprezzate. Stephenson, quindi, potrebbe firmare per franchigie in grado di dargli un ruolo molto più importante all’interno della squadra, a patto che il suo processo di crescita non si arresti. L’ex Cincinnati ha ancora bisogno di migliorare (soprattutto nelle decision-making), ma, visto che non è certamente un giocatore ormai ‘costruito’ come LeBron o Melo, molte squadre appaiono intenzionate ad affidare la propria franchigia alle mani di un giocatore che diventerà sicuramente, nel giro di pochi anni, un All-Star e una delle personalità più discusse nella NBA. Quindi, Lance, perchè non accettare l’offerta di una squadra che ‘ti ami’ per davvero?
Per NBAPassion.com,
Giuliano Granata


