OKLAHOMA CITY- Alla vigilia della gara contro i Thunder, gli allenatori hanno chiesto a Kendrick Perkins come e se si può fermare Russell Westbrook, suo ex compagno di squadra. La risposta è stata un secco “Nope”. D’altronde si sa: quando il numero 0 è in serata, non resta che pregare.
Complice sicuramente l’assenza di Anthony Davis, i Pelicans si sono dovuti arrendere allo strapotere di Oklahoma City, guidata da un Westbrook sempre più in forma. Supera i 40 punti per la seconda gara consecutiva, toccando quota 43. Il talento da UCLA stupisce per la sua completezza; capacità realizzativa e atletismo fanno di lui una macchina da triple doppie, e fermarlo diventa realmente un impresa. Segna 12 degli ultimi 15 punti dei Thunder e per coach Billy Donovan avere un giocatore del suo calibro in certe situazioni diventa un lusso. Sì perché nonostante una serata non facile contro una squadra che è tutt’altro che un avversario ostico, il talento di West maschera le imperfezioni e le difficoltà.
Alla quarta partita consecutiva con KD fermo ai Box i numeri dicono 2 vittorie e 2 sconfitte, ma gli aspetti che necessitano di miglioramento sono molteplici. “Sono una buona squadra” dice nel post partita il coach dei Pelicans Alvin Gentry – “Ovviamente con Kevin Durant diventano un grandissima squadra” (Fonte: ESPN).
Siamo solo a Novembre, ma la sensazione è che i Thunder si cullino troppo sul talento dei propri giocatori offensivi, trascurando un sistema difensivo che fa acqua da tutte le parti, e giocando una pallacanestro superficiale nella propria metà campo. C’è ancora tanto da migliorare ma, nel frattempo, con un Russell Westbrook così coach Donovan può dormire sogni tranquilli.


