I Bulls si confermano quasi imbattibili fra le mura amiche (6-1 il record allo United Center), e riescono ad avere la meglio anche sugli arrembanti Spurs, che arrivavano a Chicago reduci da 5 vittorie consecutive.
San Antonio prende presto il controllo delle operazioni, con un LaMarcus Aldridge extra lusso, che segna 10 dei suoi 21 punti (a cui aggiungerà 12 rimbalzi) nel solo 1° quarto. Il gap fra le 2 squadre si allarga fino al 26-17, con Jimmy Butler (14 in 39′) bloccato dallo strapotere fisico di Leonard, e Derrick Rose che palesa evidenti difficoltà al tiro (terminerà con 11 punti, frutto di un pessimo 5/17 dal campo).
A guidare la rimonta ci pensa Doug McDermott, autore di 10 punti nel 2° parziale che permettono ai padroni di casa non solo di rimanere in scia, ma di mettere addirittura la testa avanti (49-48 all’intervallo).
Nella ripresa la lucidità comincia a venire meno, le percentuali si abbassano, e le squadre iniziano un tiramolla infinito nel punteggio. Tony Parker (13+9 assist) e Kawhi Leonard (25+8) riescono a mettere ordine in questo scenario caotico, ma non basta. Nell’ultimo parziale le seconde linee dei Bulls si prendono la scena: E’Twaun Moore, Taj Gibson e uno Joakim Noah old style (8+11+7 assist) danno la scossa decisiva ai propri compagni. Il punto esclamativo, però, ce lo mette Pau Gasol (18+13), che stravince lo scontro diretto con Tim Duncan (6+12 per il caraibico), e piazza una delle sue 3 stoppate su Aldridge a meno di un minuto dalla sirena. San Antonio avrebbe ancora a disposizione il possesso per pareggiare, ma la difesa di Chicago impedisce a Leonard prima, e a Parker poi, di trovare la via del canestro.
Sulla strada di Spurs e Bulls ci sono ora rispettivamente Bucks e Nuggets, in una interessante doppia sfida incrociata fra Eastern e Western Conference.


