L’ultima notte NBA ha regalato soltanto quattro gare, anche se non è mancato lo spettacolo è qualche colpo di scena. Il piatto forte ha visto affrontarsi ancora Golden State Warriors e Oklahoma City Thunder, con i campioni in carica che hanno ribattuto Kevin Durant e Russell Westbrook con il punteggio di 121-106. I San Antonio Spurs invece hanno avuto la meglio in volata sui New Orleans Pelicans, mentre Dwyane Wade ha guidato i suoi Miami Heat al successo sui Phoenix Suns. Colpaccio dei Sacramento Kings in casa dei Dallas Mavericks: vittoria per 104-101 con 16 sigilli di Marco Belinelli.
Ecco le gare nel dettaglio:
– I Warriors stanno facendo sempre più la storia: quarantaquattresima vittoria consecutiva in casa, come i famosi Chicago Bulls 1995/96, quelli del record 72-10 per intenderci. Nella loro striscia positiva, i ragazzi guidati da coach Steve Kerr viaggiano ad una media di 113.4 messi a segno e 99.2 subiti, mentre i Bulls quell’anno ne infilarono 106.9 a partita subendone solo 90.2 (dati sempre attinenti alle 44 partite). Ancora una volta brilla la stella di Curry, che nelle ultime partite contro i Thunder ha messo a referto 79 punti con 17 triple segnate in totale. Il suo cammino, in termini numerici è simile a quello di Michael Jordan: il numero 30 ha finora racimolato 25.6 punti a partita e ha tirato col 48,1%, contro i 27.5 punti a partita e il 48,3% di MJ; per quanto riguarda le palle rubate, Curry ne può vantare 2.1 a partita, mentre Jordan ne portò a casa 2.2.

Kawhi Leonard.
– Con meno di quattro minuti da giocare, gli Spurs hanno rimontato lo svantaggio di 86-82 con 12 punti infilati, senza subirne, ai Pelicans, vincendo la partita. Protagonisti nel finale LaMarcus Aldridge e Kawhi Leonard, che hanno segnato rispettivamente 4 e 5 punti. Questa è stata la terza volta in cui una squadra ha segnato i 12 punti finali di un match: precedentemente a compiere l’impresa sono stati i Boston Celtics (13 gennaio contro gli Indiana Pacers) e i Minnesota Timberwolves che, il 6 febbraio, hanno messo KO i Bulls. Leonard in totale ha messo a referto 30 punti e 11 rimbalzi: l’ultimo giocatore degli Speroni con 24 anni o meno a raccogliere tali cifre è stato Tim Duncan, nella partita contro i Kings del 12 aprile 2001 (42 punti e 11 rimbalzi a 24 anni e 352 giorni).
– DeMarcus Cousins ha contribuito alla causa Kings con 22 punti e 13 rimbalzi: la franchigia californiana è riuscita ad interrompere la streak negativa a Dallas che è durata per 22 partite. Il centro, contro i Mavericks, viaggia ad una media di 21.9 punti e 11.2 rimbalzi in 19 partite di regular season. Solo tre altri giocatori nella storia della NBA sono riusciti a mettere a referto una media simile contro i texani: Moses Malone (24.3 -12.5), Hakeem Olajuwon (22.5-11.4), e Shaquille O’Neal (26.4-11.4 ).

Devin Booker.
-Sconfitta dei Suns, contro gli Heat, la diciassettesima consecutiva per la franchigia dell’Arizona (eguagliato il record del 1974). Non è bastato un Devin Booker in grande spolvero, autore di ben 34 punti: la sua è stata la terza miglior prestazione per un rookie in questa stagione, dopo quelle di D’Angelo Russell dei Los Angeles Lakers (39 punti segnati il primo marzo contro i Brooklyn Nets) e di Karl-Anthony Towns (35 punti per il lungo dei Minnesota Timberwolves il 10 febbraio contro i Toronto Raptors). Guardando specificatamente in casa Suns, solo altre due matricole hanno segnato 34 o meno punti in una partita, ossia Cedric Ceballos (34 il 16 aprile 1991 contro i Denver Nuggets) e Amare Stoudemire (38 nel match del 30 dicembre 2002 contro i Timberwolves ).

