Attraverso il mercato: il 2017 dei Celtics
Ormai è passata qualche stagione da quando i Boston Celtics dei Big Three conquistarono il titolo del 2008, e da quando la dirigenza ha deciso di avviare il processo di ricostruzione, Danny Ainge è rimasto sempre molto attivo sul mercato, sempre pronto a rimescolare le carte per trovare una nuova formula vincente. Il GM dei Boston Celtics ha passato quattro stagioni ad accumulare assets e scelte al Draft, talvolta non senza stupori e scontenti generali. Come osserva anche William Lou in un articolo pubblicato su TheScore.com, i Celtics possiedono ancora la scelta al primo giro dei Brooklyn Nets sia nel prossimo Draft che in quello successivo, così come sono ancora in possesso delle loro scelte al primo giro.
Rookies e sophomores al lavoro
I biancoverdi, stanno facendo crescere un gruppo di giovani che potrà esplodere a breve: Terry Rozier, pescato al Draft 2015, Guerschon Yabusele e Ante Zizic, pescati al Draft 2016 e lasciati a maturare in Europa ancora almeno un’altra stagione, potranno dire la loro nelle prossime annate. Da subito a disposizione di Coach Stevens, invece, alcuni dei ragazzi selezionati al Draft 2016: Jaylen Brown, scelta numero 3 assoluta, potrà ricoprire sin da subito un ruolo importante nell’economia di squadra. A completare la panchina, ci saranno Ben Bentil e Demetrius Jackson, chiamati al secondo giro e quindi a roster con un contratto parzialmente garantito. In caso di necessità, Abdel Nader potrà essere richiamato, dai Maine Red Claws, dove giocherà nella franchigia della D-League affiliata ai Boston Celtics.
Mercato 2017: come si muoverà Ainge?
Le intenzioni delle dirigenza bianco verde sono state chiare sin da subito: la priorità è aggiungere qualità ad un gruppo di giocatori ben assortito. Ma quali sono i profili che più si adatterebbero al gioco dei Boston Celtics? William Lou si focalizza su tre nomi in particolare:
CARMELO ANTHONY – SF, New York Knicks:

Carmelo Anthony con la jersey dei Knicks
Alcune fonti lasciano trapelare che Ainge avrebbe cercato contatti con l’agente di Carmelo Anthony, ma sia l’agente che il giocatore avrebbero rifiutato da subito i bianco verdi, alla luce della full no-trade clause che vige sul contratto dell’esterno dei Knicks. Tuttavia, sebbene ‘Melo ami New York, New York non ha sempre amato ‘Melo. Sono trascorsi tre anni dall’ultima volta che l’ala ex Nuggets ha assaporato la post season, e la franchigia ha passato le ultime stagioni sempre in Lottery. Il giocatore stesso ha ammesso che non digerirebbe facilmente un’altra stagione flop, ma la dirigenza sta facendo di tutto per invertire il trend. In estate Phil Jackson si è assicurato giocatori del calibro di Derrick Rose e Joakim Noah, due giocatori ex Bulls che sono stati spesso falcidiati dagli infortuni. Se un’altra stagione dovesse andare storta, Ainge farà la sua offerta ancora una volta.
Anthony, sebbene abbia delle carenze difensive, risolverebbe un problema che in quel di Boston non è nuovo. Spesso si fatica a fare canestro, specialmente in un attacco basato per il 50% o quasi sulle due guardie, Isaiah Thomas ed Avery Bradley, entrambi piuttosto piccoli di statura. Quando l’attacco va in panne, Stevens si aggrappa all’immenso talento del piccolo playmaker di Tacoma, e Carmelo potrebbe diventare un arma in più sotto questo punto di vista. Le carenze nella propria metà campo dell’ala dei Knicks, secondo Lou, potrebbero essere riequilibrate dai molti difensori perimetrali presenti nel roster bianco verde.
Thomas, Anthony ed il neo arrivato Horford potrebbero formare i nuovi Big Three, dando certo dei pensieri in più ai Cavaliers di LeBron James.
DEMARCUS COUSINS – PF-C, Sacramento Kings:
Il gioiellino dei Kings è il sogno proibito di molte franchigie. La dirigenza ha fatto di tutto per non cederlo sinora, ed ha aggiunto un nuovo supporting cast alla franchigia proprio intorno al loro lungo di punta, cambiando ancora allenatore ed ingaggiando Dave Joerger. I Kings, però ci hanno abituato spesso a periodi pieni di blackout inspiegabili, e se le cose dovessero mettersi male un’altra volta, Cousins potrebbe essere ceduto per non essere perso a zero una volta prossimo alla Free Agency. Se Divac e i suoi colleghi opteranno per la ricostruzione, Danny Ainge potrà anche qui dire la sua.
Tatticamente, Cousins sarebbe il fit perfetto per il sistema di gioco di coach Brad Stevens: versatile, dominante sotto

DeMarcus Cousins
il ferro e capace di estendere sempre di più il suo range di tiro. Il prototipo di lungo moderno che si accoppierebbe alla perfezione con Horford. Entrambi versatili, capaci di ricoprire entrambi gli spot di 4 e 5 e, cosa ancora più importante, ad Est non sembrano esserci centri in grado di contrastrare lo strapotere fisico del lungo dei Kings. Il centro più simile a Cousins per caratteristiche fisiche nella Eastern Conference è Andre Drummond, e il giocatore dei Kings ha messo a referto 33 e 31 punti nelle due sfide che lo ha visto contro il lungo dei Pistons. Inoltre, l’arrivo di Cousins a Boston, vedrebbe la riunione con l’ex compagno di squadra Isaiah Thomas.
NERLENS NOEL – PF-C, Philadelphia 76ers:
Frettoloso di aggiungere un altro Big Man di peso, Ainge, secondo Lou, potrebbe accontentarsi di un giocatore di “seconda fascia” come Nerlens Noel, lungo in forza a Philadelphia. Stavolta, le condizioni, sembrano sorridere ad Ainge: il ragazzo è di Boston, l’idea di avvicinarsi a casa potrebbe incuriosirlo, e i Sixers hanno un reparto lunghi decisamente troppo profondo. Noel, Embiid, Okafor, e i neo arrivi di Saric e Simmons fanno sì che qualcosa si debba muovere nel roster di Phila. Se Embiid dimostra di essere in grado di stare in campo, i Sixers potrebbero prendere in

Nerlens Noel
considerazione seriamente di scambiare Noel.
Uno scambio alla pari tra Smart e Noel sembrava l’ideale, ma l’ipotesi è decaduta più volte. Noel, con Horford, permetterebbe a quest’ultimo di occupare la sua posizione naturale di ala grande, e risolverebbe i grossi problemi di rimbalzi e difesa nel pitturato riscontrati dai Celtics nelle passate stagioni. In attacco, invece, darebbe a Thomas una seconda opzione di pick ‘n’ roll decisamente atletica.
Scorrendo le statistiche, poi, balza all’occhio che dal 1979 ad oggi Noel fa parte dei nove giocatori con più di 1.7 stoppate e 1.7 rubate a partita. Il lungo dei Sixers condivide questo onore con giocatori del calibro di Hakeem Olajuwon, Ben Wallace e David Robinson. Pur non essendo minimamente vicino a nessuno di questi tre, è chiaro che Noel abbia la stoffa per diventare un difensore d’ élite.

