Home NBA, National Basketball AssociationFocus NFL – I Raiders se li è presi Las Vegas

Focus NFL – I Raiders se li è presi Las Vegas

di Luigi Ercolani

Non è di molto tempo fa la notizia del trasferimento dei Raiders da Oakland a Las Vegas. Non è stata accolta nemmeno con grida e alti guai, in effetti. Comprensibile: la NFL è la lega sportiva che fattura di più a livello mondiale, e i movimenti di franchigia servono a rendere il mercato più fruttifero ove necessario.

Lo sport statunitense alle migrazioni ci ha fatto il callo, e per un motivo ben preciso. A differenza di quanto può accadere a queste latitudini, dove la massima espressione agonistica cittadina è quella professionistica, oltreoceano le società pro, pur importanti, non finiscono per polarizzare la maggior parte delle attenzioni locali su di sé.

Pur creature di un territorio, queste sono infatti inserite in un determinato modello di business che deve essere in grado di sostenersi, e se non lo è, si va dove presumibilmente lo sarà. Parallelamente, però, si muovono quelle realtà di high school e college che, in quanto sostanzialmente inamovibili, sono davvero parte della cultura locale.

Ecco perché a Oakland, pur consci che la fanbase sarà inevitabilmente dispiaciuta perché i Raiders se li è presi Las Vegas, non abbiamo visto fiaccolate di protesta, contestazioni violente, dirigenti presi a pomodorate e/o sassate.

Certo, prima di un paio d’anni i Raiders non punteranno la bussola verso il Nevada, ma resteranno sulla Baia. Nella futura destinazione mancano ancora infatti le strutture, cioè lo stadio e attività contigue, per reggere la franchigia NFL.

Ci saranno, perché l’amministrazione locale ha deciso di giocarsi il tutto per tutto sullo sport, iniziando con i futuri Golden Knights che dal 2017/2018 saranno parte della NHL. Quello la controparte californiana ha cercato di fare a…razziatori già scappati.

Dice chi ne sa che quello che perderanno in spettatori, i Raiders lo guadagneranno in introiti secondari, necessari a irrorare le languenti casse societarie. Non è incredibile, considerando che il Coliseum da più parti viene definito non adeguato.

Il fatto che la votazione sia finita 31-1 a favore del trasloco avvalora questa idea.

La situazione comica è che Davis, l’attuale proprietario, va controcorrente. Perché abbandona la Califonia proprio mentre il football professionistico la sta valorizzando, rimettendo piede nella città più importante.

I Chargers da San Diego sono tornati a Los Angeles dove erano nati. I Rams nel recente passato hanno fatto lo stesso: vi avevano risieduto dal 1946 al 1995, prima del periodo a Saint Louis. Volendo fare una battuta, nella NFL la tendenza è quella di lasciare i santi per gli angeli. O a non restare a dispetto dei santi.

Ma Oakland è una terra che ha poco da offrire, a livello pratico. Ha un livello superiore di mercato televisivo e di popolazione, ma la politica si è dimostrata inadeguata a sostenere la squadra. Se no non ci sarebbe il fuggi fuggi che si sta verificando.

I Warriors della NBA tra qualche stagione torneranno a prendere casa a San Francisco, i Raiders come detto a Las Vegas. Due squadre che competono per i massimi traguardi potrebbero virtualmente vincere il titolo a Oakland e poi dileguarsi.

Nel caso dei nero-argento, ovviamente, permangono le incognite. I lavori saranno ultimati in tempo? Il territorio sarà ricettivo tanto da permettere di coprire gli investimenti? “Sin City” finirà per contaminare società e squadra non solo in positivo?

Tutti interrogativi plausibili le cui risposte riceveremo solo nel tempo a venire. Ai supporter l’ardua sentenza.

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