Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiCome i Nets hanno distrutto i Sixers, ricacciandoli indietro di una casella

Come i Nets hanno distrutto i Sixers, ricacciandoli indietro di una casella

di Giacomo Brogi
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La NBA da sempre è in grado di regalarci incredibili sorprese ed emozioni, in particolare durante sfide come queste. Doveva essere la partita della stagione, tra due delle squadre più forti e attrezzate nella Eastern Conference. Ci si aspettava una battaglia senza esclusione di colpi, tra ex indemoniati, rivalità mai del tutto superate e la tanta, tantissima voglia di prevalere sull’altro. Tutto ciò in un Wells Fargo Center completamente sold-out, e pronto a trasformarsi in una vera e propria polveriera. L’atmosfera che si respirava questa notte era in effetti incredibile, e non sembrava neanche che si giocasse una partita di regular season. Ma per il resto le aspettative sono state ampiamente deluse e lo stupore di conseguenza ha prevalso. 

I Nets vincono ancora con un Kevin Durant assoluto protagonista

Eh si, perché questa notte abbiamo visto, con grande sorpresa da parte di tutti, una sola squadra in campo, e non erano i padroni di casa. Brooklyn è tornata a pedalare, imprimendo un ritmo quasi asfissiante e mostrando un collettivo davvero da paura. Ma che qualcosa nell’ambiente fosse cambiato lo si era notato già dalla sconfitta arrivata a Boston, durante le quale diversi fattori si era smossi, e la franchigia era apparsa completamente differente.

Il rientro di Kevin Durant, stanotte assoluto protagonista, è stata una boccata d’aria fresca per tutti. Dopo due mesi fuori per infortunio, il numero 7 è tornato in campo come se nulla di tutto ciò fosse mai accaduto, ricordandoci ancora una volta che, in questo preciso momento, il miglior giocatore NBA risponda al suo nome. Giocate da campione, un’eleganza fuori dal comune soprattutto nei movimenti con la palla in mano, capacità da leader e trascinatore, e soprattutto l’inumana dote di saper reagire sempre con forza anche nei momenti più difficili ed impronosticabili. E poco importa se James Harden ha scelto di lasciare la squadra. Finché lui ci sarà farà di tutto per portare i Nets verso il titolo, chiunque siano i compagni. In una delle annate più strane e complicate nella storia di Brooklyn, l’unico vero punto fermo è stato lui, sempre pronto a prendersi in mano la squadra e disponibili ad accettare qualsiasi situazione. Perché Kyrie Irving, nonostante il grande impegno che ci mette ogni qual volta scende in campo, quest’anno ha fatto dannare non poco tutta la società, e ancor non sappiamo quando di preciso potrà tornare a giocare anche in casa. In questo momento il numero 11 potrebbe giocare solamente 4 delle 15 partite rimaste ai Nets da qui fino alla fine della regular season.

Ma, tornando al match di questa notte, nonostante il dominio tecnico e atletico di KD e Kyrie, vorrei concentrarmi di più sul collettivo di squadra dei Nets. Perchè l’asfissiante giro palla, gli scarichi nell’angolo, il dominio nel pitturato e le altissime percentuali al tiro hanno letteralmente mandato al macero la difesa dei Sixers.

Seth Curry, come già lo era stato a Phila, si dimostra una pedina fondamentale e terribilmente efficace per una contender. Il numero 30 ha chiuso il match di questa notte con 24 punti ed un ottimo 4 su 8 da 3, confermando ancora la sua grande affidabilità su quel fronte ma contribuendo anche in difesa con ben 5 recuperi. Avevamo già parlato di come sia lui che Andre Drummond si siano rivelati molto funzionali fino ad adesso al gioco di Brooklyn, e di come Steve Nash sia riuscito a farli ingranare in un sistema di gioco non semplice. Anche il numero 0, nonostante il deciso calo avvenuto nel corso delle ultime stagioni, resta un punto focale sotto canestro ed uno dei miglior rimbalzisti della lega.

Nonostante sia inesistente in difesa, questa notte sotto il punto dei rimbalzi offensivi è riuscito quanto meno a limitare una macchina da guerra come l’ex compagno Joel Embiid. Tutti questi fattori, di cui molto spesso non ci si accorge durante la partita, si rivelano in realtà fondamentali per il suo sviluppo. Adesso i Nets possono guardare con più fiducia verso il futuro, ed avere la certezza che, nonostante la quasi sicura partenza dai play-in, questa squadra possa lottare e giocarsela con chiunque. Durant e Irving come abbiamo detto questa notte sono tornati entrambi protagonisti con le loro giocate individuali, le quali hanno letteralmente sconvolto la difesa di casa. Il coast-to-coast di KD contro Joel Embiid, come vedete nel tweet, è una giocata da puro campione e ha fatto letteralmente saltare in piedi tutti noi appassionati NBA. Se non fosse stato per il recente infortunio, il numero 7 avrebbe potuto tranquillamente giocarsela per l’MVP.

Irving invece conferma il buon momento di forma e, dopo i 50 punti contro Charlotte, stanotte ne mette a segno 22 con buone percentuali al tiro. Ma, come molto prevedevano prima della partita, Kyrie questa notte si è messo in mostra anche come assist-man e tiratore dagli scarichi. Sono capacità che deve saper riprendere, in quanto, soprattutto in post-season, sarà Durant e non lui ad aver maggiormente la palla in mano. I due comunque si trovano a meraviglia e questa notte lo hanno ulteriormente dimostrato. Aspettando l’esordio di Ben Simmons, i Nets hanno ritrovato quello smalto e quella vivacità che sembravano ormai persi e, a mio avviso, al completo sono una vera e propria mina vagante.

E i Sixers? Questa notte non pervenuti

La sorpresa più grande non è tanto l’esplosione dei Nets, quanto l’improvvisa scomparsa dalla partita di Philadelphia. Il pubblico già a metà terzo periodo ha cominciato a lasciare l’arena, deluso e amareggiato. Un incidente di percorso direte voi, che può capitare. Sicuramente sarà così, ma la rovinosa sconfitta di questa notte, insieme a quella arrivata a Miami (in cui però era assente James Harden) devono essere due importanti campanelli d’allarme per la franchigia. E non tanto per le sconfitte contro due dirette concorrenti, quanto per la scomparsa improvvisa di una precisa idea di gioco.

Questa notte tutto ciò è stato davvero preoccupante. E se Joel Embiid rimane ancora una volta l’ultimo a cadere dei suoi, dominando ancora sotto canestro nonostante anche lui non giochi la sua miglior partita, la svogliatezza dei compagni, inclusa quella del Barba, deve far riflettere tutti nell’ambiente. Ancora una volta viene fuori che Harden, se non motivato, diventa irriconoscibile. E questa notte, nonostante il sorpasso a Reggie Miller al terzo posto nella classifica dei miglior tiratori da 3 di sempre, il numero 1 ha chiuso con soli 11 punti all’attivo e tirando con un pessimo 3 su 17 totale. Sarà stata la tanta pressione che tutti riportavano su di lui, o il ritrovare gli ex compagni, ma il segnale che ha lanciato questa notte non è per nulla un buon auspicio.

E quando sia lui che Embiid non sono nella serata migliore, di conseguenza anche il resto della squadra si sfalda. Tyrese Maxey infatti, che nelle precedenti uscite aveva stupito tutti, questa notte chiude il match con soli 4 punti all’attivo, ed anche giocatori di rotazione importanti in uscita dalla panchina come Georges Niang, Shake Milton e Furkan Korkmaz non sono riusciti a dare un vero contributo. Di conseguenza anche le percentuali al tiro sono pessime. Ma il crollo complessivo anche dell’aspetto difensivo, che nelle scorse partite aveva tenuto banco, deve portare ad una questione, sarà in grado la squadra di reggere alti ritmi anche ai playoffs?

Questa notte ha fallito completamente. I prossimi test saranno ugualmente tosti per i Sixers, perché da qui alla fine della regular-season arriveranno a far visita in Pennsylvania squadre come Miami, Denver e Milwaukee, tutte dirette concorrenti. Sarà quindi obbligo da parte della squadra provare e reagire e dimostrare che la partita di stanotte sia stata solamente un brutto passo falso.

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