Senza J. Cole non avremmo mai avuto Caleb Martin?
Potrebbe, e forse lo è, sembrare una semplificazione che non rende giustizia a quello che l’ex giocatore degli Charlotte Hornets ha fatto soprattutto in questi playoffs con i Miami Heat. E’ però vero che nel 2021 il rapper J. Cole, amico dei gemelli Martin (il fratello Cody gioca ancora a Charlotte) ha avuto un ruolo nell’arrivo dell’attuale ala di Miami in Florida.
Oggi Caleb Martin è forse il terzo miglior giocatore dei Miami Heat, con Tyler Herro ai box e Kevin Love e Kyle Lowry sul viale del tramonto. Martin ha sigillato dei playoffs fin qui perfetti con una prova da 26 punti e 11 su 16 dal campo in gara 7 in trasferta a Boston, rispondendo peraltro a un’altra impresa di un giocatore di ruolo (non ditelo a Jimmy Butler), Derrick White, che aveva risolto gara 6 sulla sirena a Miami.
Nella off-season 2021 però gli Hornets avevano tagliato Caleb Martin, dopo due stagioni, per puntate sul più quotato Cody. E da free agent, Caleb aveva ottenuto un provino con i Miami Heat grazie a J. Cole, che lo aveva segnalato a Caron Butler, ex giocatore di Miami e All-Star NBA e oggi nello staff di coach Erik Spoelstra, e amico del rapper pluripremiato ai Grammy.
J. Cole è come noto anche un grande appassionato e esperto di basket, e dopo gara 7 tra Miami e Celtics Caron Butler ha confermato come Cole abbia interceduto per Caleb Martin due anni prima. “E’ stata una di quelle cose in cui si chiama e si segnala, tipo ‘dovete assolutamente dargli una chance“.
Il resto, il posto in rotazione da guardia\ala versatile e pronto a partire in quintetto e i minuti, Martin se li è guadagnati sul campo. Con i Miami Heat sempre alle prese con gli infortuni, Caleb è stato tra i più continui con 71 partite disputate, ha lavorato sui punti deboli del suo gioco come il trattamento di palla e il tiro da tre (35.6% in stagione) ed è riuscito complice l’infortunio di Tyler Herro già in gara 1 contro i Bucks al primo turno, a entrare nel cerchio della fiducia di coach Spoelstra. Uno che, da scuola Pat Riley, “ai playoffs si cambiano in 7, giocano in 6, vanno in campo in 5 e mi fido di 4“.
Caleb Martin ha segnato 12.9 punti di media ai playoffs, prima di esplodere nelle ultime due partite contro Boston con 21 punti in gara 6 e i 26 già citati di gara 7, e con 8 triple in due partite. Talmente importante è stato il suo apporto che Martin ha persino conteso (5 a 4) il premio di MVP delle finali di conference a Jimmy Butler.
Martin è un altro degli undrafted che assieme a Robinson, Gabe Vincent e Max Strus sta facendo la differenza per Miami. Al college Caleb Martin ha giocato per due anni a NC State assieme a Cody, per poi trasferirsi e saltare un anno NCAA a Nevada e portare gli Wolf Pack al torneo NCAA per due stagioni di fila. A Nevada Caleb Martin è stato la star della squadra, anche più quotato di Cody che nel 2019 è però riuscito a guadagnarsi una scelta al secondo giro al draft, la numero 36, da parte di Charlotte.
Gli Hornets avrebbero finito per mettere sotto contratto anche Caleb, per poi tagliarlo dopo due stagioni e 71 partite disputate in totale.
Nell’estate 2021 i Miami Heat erano alla ricerca di un’ala e l’ex Hornets era già sul proverbiale taccuino, la dritta di J. Cole ha però contribuito a dare più importanza al suo provino. “Ero nervoso” ha raccontato Martin durante la serie contro Boston “C’era la sensazione dell’ultima occasione per restare nella NBA. Mi sono assicurato che in palestra capissero che giocatore fossi, e che fosse impossibile per loro lasciarmi andare senza darmi un posto a roster. J. Cole? Vuole dire tanto, lui potrebbe essere lì a fare altro, ha un sacco di cose da fare. E invece gli importa, si informa sulle partite e si fa sentire come se fosse un membro della nostra famiglia“.
A Miami Caleb Martin ha trovato subito un ruolo, chiudendo la stagione 2021-22 a 9.2 punti di media con il 41% da tre in 22.9 minuti a partita. Già nel febbraio 2022 gli Heat avevano convertito il suo contratto two-way in un contratto NBA standard.
Al contrario però di oggi, ai playoffs 2022 il suo utilizzo era stato ben minore: 17 partite, 12.3 minuti di media e senza giocare la gara 7 persa a Miami contro i Celtics. Durante la off-season 2022 però gli Heat lo avevano premiato con un contratto triennale da 20 milioni di dollari complessivi, un contratto che oggi, visto il rendimento dell’ex star di Nevada, sembra un furto.
Lo scarto degli Charlotte Hornets entrerà nelle Finals NBA 2023 tra Heat e Nuggets con 14.1 punti di media in 18 partite, terzo della squadra dietro a Butler e Adebayo, con il 43.8% da tre e un +5.8 di plus\minus e il 56.6% dal campo. “Penso sempre da dove ho iniziato e sul viaggio che è stato necessario per arrivare qui, e al two-way contract dell’anno scorso“, ha detto Martin. “Ma penso che più di ogni altra cosa, è una sensazione strana perché capisco che per quanto sono felice, per quanto sono grato di essere qui, capisco anche che abbiamo altre 4partite da vincere. Il lavoro non è finito. Non abbiamo passato quello che abbiamo passato per tutta la stagione regolare per fermarci qui“.

