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OKC Thunder, ora si ricostruisce per davvero: coach Donovan ai saluti?

di Francesco Catalano

La stagione folle e travolgente degli Oklahoma City Thunder si ferma ad un possesso dall’approdo al secondo turno dei playoffs e dalla vittoria in gara 7 contro gli Houston Rockets. Dopo gli addii di Paul George (che ha raggiunto l’amico Kawhi Leonard a Los Angeles) e di Russell Westbrook (che ha preso la via del Texas, precisamente Houston), un ciclo ad Oklahoma era ormai volto al termine.

Nella trade che ha portato Westbrook ai Rockets, i Thunder si sono accollati l’oneroso contratto di un veterano intramontabile come Chris Paul. L’obiettivo del GM Sam Presti ad inizio anno era quello di smantellare completamente il roster lasciando tutti i giovani talentuosi (Schroeder e Gilgeous-Alexander in primis) con accanto quella valanga di scelte al Draft ottenute con le trade George e Westbrook.

I giocatori primari nella lista dei partenti erano quindi Paul, Gallinari e Adams. Tuttavia, i contratti onerosi di questi tre, hanno allontanato eventuali richieste e Presti si è visto obbligato a confermarli in squadra, mantenendosi sempre aperto durante tutta la stagione a qualsiasi tipo di offerta.

Per tutti i bookmakers i Thunder erano quindi un’armata Brancaleone e il loro approdo ai playoffs ad inizio stagione era dato con una percentuale dello 0.2%. Ma certe volte la pallacanestro tira fuori dal cilindro delle storie improbabili e i Thunder di quest’anno sono stati proprio una di quelle. Dopo un inizio altalenante, i ragazzi di coach Billy Donovan hanno iniziato a mettere a segno una sfilza di vittorie consecutive, dimostrandosi un osso duro per tutte le squadre della lega.

OKC ha trovato un mix perfetto tra l’inesperienza e l’esplosività di giovani promesse come Shai Gilgeous- Alexander, Darius Bazley, Dennis Schroeder (serio candidato al premio di sesto uomo dell’anno) Nerlens Noel, Luguentz Dort, Terrence Ferguson, Hamidou Diallo ed altri, e la maturità e leadership di giocatori come Chris Paul, Danilo Gallinari e Steven Adams.

Dopo una stagione incredibile, i Thunder si fermano solo a gara 7 del primo turno playoffs contro i Rockets

Chris Paul è stato il vero traghettatore della squadra durante questa stagione: gli esiti delle partite sono passati spesso dalle sue mani e la fama che si è fatta OKC di squadra cosiddetta clutch è da attribuire in gran parte a CP3. L’ex Rockets è stato quasi l’allenatore aggiunto di questa squadra – infatti, non sono mancati episodi in cui ha scavalcato Donovan nelle scelte tecniche; ovviamente col beneplacito dell’allenatore.

Naturalmente i giovani del gruppo hanno attinto a piene mani dalle capacità del loro leader ed in tal senso hanno mostrato enormi passi in avanti. Uno su tutti Luguentz Dort: la shooting guard 20enne ha iniziato la stagione in G-League da undrafted e ha fatto qualche comparsa in squadra ad inizio stagione grazie al two-way contract che aveva firmato. Poi si è fatto lentamente spazio all’interno delle rotazioni della squadra, fino ad ottenere un contratto con OKC e un posto da titolare fisso nella squadra. L’apice della sua stagione è stata proprio la serie con i Rockets ed in particolare gara 7, in cui ha quasi condotto alla vittoria la sua squadra con una prestazione da 30 punti con 10 su 21 dal campo e 6 su 12 dall’arco.

Ebbene, alla fine i Thunder hanno chiuso splendidamente la regular season al quarto posto a pari merito con gli Houston Rockets e le due squadre si sono poi sfidate, come detto,  al primo turno dei playoffs. Dopo una partenza in salita e sotto di 2 a 0 nella serie, OKC grazie alla sua caparbietà è riuscita a riportare la serie in parità e infine a gara 7. L’ultima sfida è stata combattuta fino all’ultimo possesso, quando qualche scelta sbagliata da parte di Paul, la non-chiamata del timeout di coach Donovan e la stoppata di James Harden su Dort hanno permesso ai Rockets di passare il turno.

Certo, questa stagione dei Thunder va considerata come un enorme successo viste le previsioni iniziali. Anche per il fatto di aver dimostrato di essersela giocata con una delle squadre più forti della lega. Tuttavia, rimane quel pizzico di amarezza per essere arrivati ad un centimetro da una vittoria contro Houston che sarebbe stata pesantissima.

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𝐏𝐥𝐚𝐲𝐨𝐟𝐟𝐬 𝐑𝐨𝐮𝐧𝐝 𝟏 𝘛𝘩𝘶𝘯𝘥𝘦𝘳 𝘷. 𝘙𝘰𝘤𝘬𝘦𝘵𝘴 (𝘎𝘢𝘮𝘦 7)

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Gallinari è già con le valigie in mano; quale sarà il futuro di Steven Adams e Chris Paul?

Ed ora che si fa ad Oklahoma? L’intenzione dichiarata di Sam Presti durante la scorsa free agency era quella di ricostruire da zero. Nella off-season avvenire lo sarà ancora a maggior ragione. Il primo ad andarsene sarà Danilo Gallinari che sarà unrestricted free agent ed ovviamente i Thunder non hanno nessun interesse a rifirmarlo.

L’italiano ha davanti a sé tante opzioni al momento, anche se dopo la serie playoffs contro Houston giocata con più luci che ombre, potrebbe chiudersi qualche porta. Se possibile il front office dei Thunder vorrà scambiare sia  Paul che Adams. Anche se, magari, vista la difficoltà dell’operazione e quello fatto vedere quest’anno, potrebbero essere tentati dal trattenere CP3, salvo offerte irrinunciabili. Paul ha dimostrato di essere il veterano perfetto per una squadra giovane che vuole puntare tutto sul futuro. I Thunder, quindi, potrebbero decidere di tenerlo per fare in modo che la sua presenza sia di giovamento a tutti i ragazzi presenti a roster.

Per Adams il discorso è diverso. Il neozelandese non ha brillato particolarmente in questa stagione dopo l’addio di Westbrook e il suo contratto pesa sul payroll (i Thunder attualmente stanno pagando la luxury tax). Presti verosimilmente ascolterà tutte le offerte e sarà ben contento di salutare il lungo 26enne anche per un’offerta non troppo intrigante. L’importante sarà ottenere in cambio qualche asset futuribile e liberare un po’ il salary cap. Da questo punto di vista potrebbe essere spendibile anche Dennis Schroder. E per lui gli acquirenti, certo, non mancherebbero.

OKC, coach Billy Donovan è in scadenza: rinnovo o addio?

Tirano le somme, il futuro della franchigia risponde al nome di Shai Gilgeous-Alexander ed ora anche a quello di Luguenzt Dort. Quest’ultimo ha dimostrato di essere un ottimo difensore e nelle ultime partite anche un buon attaccante che sa prendersi tiri importanti nel momento del bisogno. L’obiettivo della franchigia sarà quello di sviluppare questo giocatore e di valorizzarlo al massimo durante le prossime stagioni.

OKC dovrà decidere anche cosa fare di Andre Roberson. Il 28enne dopo due anni di assenza dal parquet, è tornato in campo per qualche scampolo di partita solo nella bolla di Orlando. Sarà unrestricted free agent al termine di questa stagione e verosimilmente il suo futuro sembra più lontano che vicino ad un rinnovo con i Thunder.

Rimane anche un altro nodo da sciogliere. Il contratto di coach Billy Donovan è in scadenza e i Thunder dovranno decidere se continuare ancora con lui. Sam Presti ha fatto sapere che ne avrebbero parlato al termine della stagione attuale, tuttavia la sua posizione è risaputa. Dati i buoni rapporti tra i due e gli ottimi risultati conseguiti da Donovan in termini di percentuali di vittorie da quando è sulla panchina di OKC, l’intenzione del GM è quella di continuare ancora su questa strada. Bisognerà però sondare la volontà dell’allenatore. Donovan, quando è arrivato ad Oklahoma, aveva a disposizione una squadra da titolo con Westbrook e Durant; ora invece dovrebbe guidare una squadra in piena ricostruzione.

Un eventuale addio di Donovan potrebbe aprire le porte ad un allenatore come Kenny Atkinson, abilissimo nel fare crescere un roster giovane e talentuoso (vedi l’esperienza ai Brooklyn Nets).

Prepariamoci in ogni caso a grandi cambiamenti.

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