Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimenti Scelte già fatte, invidie e tempistiche: perché Team USA non ha voluto Caitlin Clark

Scelte già fatte, invidie e tempistiche: perché Team USA non ha voluto Caitlin Clark

di Andrea Delcuratolo

In questi giorni una domanda ha scosso il mondo della pallacanestro: cosa c’è alla base dell’esclusione di Caitlin Clark dal roster di Team USA? La stella delle Indiana Fever non figura nel roster di Team USA che prenderà parte al Torneo Olimpico di Pallacanestro Femminile.

Le risposte sono molteplici ma riassumibili in un unico grande concetto: non basta essere colei che cambia il mondo della pallacanestro femminile per avere la porta aperta ovunque.

Team USA, perché Caitlin Clark è stata esclusa dal roster

Perché la scelta di Team USA è così scioccante? Basti pensare che è stata scelta con la prima chiamata assoluta dell’ultimo Draft WNBA ma ancor prima ha cambiato la percezione della pallacanestro femminile. Il campionato femminile NCAA è cresciuto di ascolti durante il suo periodo al college a Iowa.

Ciò nonostante, la stella delle Indiana Fever non figura nel roster di Team USA che prenderà parte al Torneo Olimpico di Pallacanestro Femminile? Le risposte sono molteplici ma riassumibili in un unico grande concetto: non basta essere colei che cambia il mondo della pallacanestro femminile per avere la porta aperta ovunque.

Basti vedere il trattamento che le riservano le colleghe da quando Clark è nella Lega. Falli molto duri, palesemente antisportivi e atti solo per farle male fisicamente. Dichiarazioni al vetriolo che sminuiscono i risultati che la pallacanestro femminile ha ottenuto grazie a lei ricordandole che non ha fatto tutto questo da sola. 

Chi è Caitlin Clark e perché è così importante?

Prima di andare ad analizzare i motivi è giusto ricordare chi è Caitlin Clark e cos’ha fatto sin qui. Ancor prima di entrare on WNBA, la Clark ha cambiato la percezione della pallacanestro femminile. Il campionato femminile NCAA è cresciuto di ascolti durante il suo periodo al college di Iowa. In quattro anni, Clark ha segnato 3.685 punti, battendo il record femminile che resisteva dal 1981 (i 3.649 punti di Lynette Woodard) e anche quello maschile, i 3.677 punti segnati da Pete Maravich tra il 1967 e il 1970.

Clark non si è limitata solo a battere il record di punti ma anche quello di tiri da tre. Il punto è che la Clark, nonostante i “soli” 183 centimetri di altezza, è una giocatrice in grado di eccellere in tutti gli aspetti del gioco, assist e playmaking su tutti. Basta vedere le sue medie sin qui: in dodici partite ha tenuto una media di 16.8 punti, 5.3 rimbalzi e 6.3 assist.

Basta un dato: La Carver-Hawkeye Arena, il palazzetto delle Iowa Hawkeyes, ha registrato 17 sold-out negli ultimi tre anni, in cui c’era Caitlin Clark. L’NCAA stessa ha definito questa enorme attenzione e la corsa a vedere le partite delle Iowa Hawkeyes “l’effetto Caitlin Clark”. Tale effetto ha avuto poi un suo riscontro anche in WNBA con il Gainbridge Fieldhouse costantemente sold-out.

Se è così importante, perché è stata esclusa dal roster di Team USA?

Se è così importante perché Caitlin Clark è stata esclusa da Team USA per le Olimpiadi di Parigi? USA Today riporta come, nonostante l’impatto di Clark nello sport nordamericano, la giocatrice delle Fever avrebbe avuto scarso minutaggio in un roster ricco di stelle come A’ja Wilson, Breanna Stewart, Diana Taurasi, Napheesa Collier e Kelsey Plum. Lo scarso minutaggio sarebbe stato mal visto dai milioni di fan che seguono la pallacanestro femminile. 

Il punto è che non ci si può girare dall’altra parte facendo finta di nulla. Clark, a 22 anni, è diventata il punto di riferimento per centinaia di migliaia, probabilmente addirittura milioni, di ragazze e ragazzi, donne e uomini. Team USA avrebbe potuto sfruttare la sua enorme portata per promuovere non solo la squadra olimpica del 2024, ma il gioco femminile in generale. La scelta di Clark avrebbe inoltre onorato la crescita della NCAA, in grado di aumentare gli ascolti dal 2022 a oggi.

Team USA è sorvolato oltre a queste dinamiche, favorendo un roster votato all’esperienza, elemento fondamentale per vincere. Chi ti porta l’esperienza? Gente che gioca ad alti livelli da anni. A cominciare, per dire un nome, da Diana Taurasi, che raggiungerà la sua sesta partecipazione ai Giochi Olimpici. È difficile criticare la squadra, se il un roster è composto da MVP, All-WNBA e All-Star. 9 giocatrici hanno esperienza olimpica (comprese le partecipazioni Tornei Olimpici di 3×3). Indubbiamente, Team USA sarà favorita per vincere l’ottava medaglia d’oro consecutiva.

È però lecito chiedersi se le possibilità di Team USA di sconfiggere il Belgio (campione d’Europa), la Spagna, l’Australia, la Francia ospitante o altri avversari di alto livello sarebbero aumentate se Clark fosse stata nel roster. Indubbiamente ci sarà spazio e tempo per vedere Clark con Team USA. Eppure, si tratta di una grande occasione persa già oggi.

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