Warriors-Raptors gara 4: Klay lotta, ma Toronto è squadra, le pagelle

Forse quando a inizio playoff vi dicemmo che i Toronto Raptors potevano giocare per arrivare fino in fondo, con opportunità di tentare l’assalto al titolo, non ci credeste. Magari anche a ragione. Ora, invece, i Canadesi tornano in Ontario avendo vinto due gare sul campo dei Warriors. La serie è sul 3-1 e il sogno irrealizzabile pare sempre più vicino. Vero, ci sono gli infortuni in sequenza di Golden State, ma la gara di stanotte ci ha confermato due ipotesi. I Toronto Raptors Raptors sono una vera squadra, questa la prima. La seconda è una verità ormai inconfutabile: Kawhi Leonard è il più forte di tutti. Ecco allora Warriors-Raptors gara 4, le pagelle.

WARRIORS-RAPTORS GARA 4: LE PAGELLE DEI VINCITORI

Warriros-Raptors gara 4 è la conferma definitiva: Kawhi Leonard è il giocatore più forte del mondo
Warriros-Raptors gara 4 è la conferma definitiva: Kawhi Leonard è il giocatore più forte del mondo

Kawhi Leonard, voto 10: tiene in vita i Raptors nel difficilissimo primo quarto, lascia che i suoi compagni si prendano il proscenio tra secondo e terzo periodo, poi, quando vede la preda sanguinare, la azzanna per darle il colpo di grazia. Da vero leader. In difesa non manca mai il suo apporto, nonostante le non ottime condizioni fisiche. I 36 punti sono solo la ciliegina sulla torta. LeBron, sei tu?

Kyle Lowry, voto 8.5: all’apparenza 10 punti, 2 rimbalzi e 7 assist non giustificherebbero un voto così alto, ma la prova del numero sette va ben oltre. Si dimostra il playmaker efficiente e lucido che non era sembrato nelle scorse stagioni. Fa sempre la cosa giusta. In difesa arriva per primo in ogni situazione, diventando esempio per tutti. Autorevole. 

Pascal Siakam, voto 7.5: comincia con chiare difficoltà offensive, date dal fatto che gli avversari lo forzino sulla mano sinistra. Mantiene però la propria compattezza difensiva e nel secondo tempo sfrutta bene la propria stazza per trovare tanti punti al ferro e diversi falli (7/8 ai liberi), sapendo aspettare la partita. Maturo. 

Marc Gasol, voto 6.5: non un grande match a livello di numeri (9 punti e 7 rimbalzi), ma il suo lavoro difensivo non viene mai meno. Vince ancora una volta il duello con Cousins e nel secondo tempo mette anche qualche canestro importante, mettendo a disposizione tutta la propria esperienza. Navigato.

Danny Green, voto 5.5: a differenza della gara precedente spara a salve dal perimetro (1/7 dall’arco), segnando solo 3 punti. Il suo primo tempo è da incubo su entrambi i lati del campo. Alza il suo voto nella seconda frazione, quando la sua fisicità in difesa strazia uno stanco Curry, può bastare così. Incostante. 

Panchina, voto 7.5: Powell e McCaw fanno solo delle comparsate, in cui non si fanno notare, avendo il merito di non andare sotto in difesa. VanVleet non tira con le percentuali recenti (3/9), ma si spende benissimo in difesa su Curry quando manca Green. Poi c’è Ibaka, che, oltre al prezioso contributo nel variare le parabole sulle penetrazioni dei Warriors, segna anche 20 punti, ritrovando fiducia pure in attacco. Pochi ma ottimi. 

WARRIORS-RAPTORS GARA 4: LE PAGELLE DEI VINTI

Warriors-Raptors gara 4: Klay Thompson è eroico, ma è davvero troppo solo
Warriors-Raptors gara 4: Klay Thompson è eroico, ma è davvero troppo solo

Klay Thompson, voto 9: lavora ottimamente dietro, trova canestri di ogni tipo in attacco, anche con tiri ad alto coefficiente di difficoltà. E’ l’unico dei suoi che non dia idea di arrendevolezza, ma i suoi 28 punti con 11/18 dal campo rimangono vani. A fine partita, nel tunnel, cammina male, dimostrando quanto sia stato encomiabile. The real Warrior. 

Stephen Curry, voto 5.5: con 27 punti, 4 rimbalzi e 6 assist essere insufficienti pare impossibile, eppure è così. Non trova le consuete percentuali dall’arco (2/9) e questo lo porta a intestardirsi. Asciugato di energie da gara 3, soffre molto la fisicità dei Raptors. In difesa commette errori gravi, non ultimo quello che porta all’unica tripla di Danny Green. Stravolto. 

Draymond Green, voto 5: la quasi tripla doppia da 10 punti, 9 rimbalzi e 12 assist non salva una partita vissuta con molto nervosismo, come testimonia il tecnico preso. Non riesce a essere la solita guida spirituale per i propri colori e nel secondo tempo sparisce, quando ci sarebbe più bisogno, reagendo con le continue proteste. Isterico. 

Andre Iguodala, voto 4.5: anche lui in condizioni non perfette, non manca mai di battersi e fa anche qualche giocata delle sue in difesa. In attacco, tuttavia, viene sempre sfidato e non punisce mai, tradendo anche un po’ di stanchezza con diversi tiri corti. Non sembra lui. Troppo spremuto?

DeMarcus Cousins, voto 3: “orrendo” è l’unico aggettivo con cui definire il suo rendimento. La sua situazione fisica non è chiaramente ideale per una finale NBA, ma, a differenza di altri compagni acciaccati, non prova nemmeno a buttare il cuore oltre l’ostacolo, rimanendo superfluo in attacco e dannoso in difesa. Non viene riproposto nel tentativo di rimonta. Irritante. 

Panchina, voto 5: non cominciano neanche male, ma poi vengono fuori i difetti. McKinnie e Cook non sono chiaramente pronti ad avere grandi responsabilità a questi livelli. Livingston è molto attaccato in difesa e crea seri problemi di spaziatura in attacco. Bogut non dà un contributo diverso da quello di Cousins. Si salva solo Looney, ammirabile sui cambi difensivi e autore anche di 10 punti; non basta a salvare i panchinari. Inadeguati.