Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiCarmelo Anthony-Knicks, sarà abbastanza per vedere la 7 al MSG?

Carmelo Anthony-Knicks, sarà abbastanza per vedere la 7 al MSG?

di Filippo Beltrami

Nella giornata di lunedì 22 maggio Carmelo Anthony ha annunciato al mondo la sua decisione di lasciare ritirarsi dal basket giocato. In 19 stagioni giocate in NBA, la franchigia in cui ha forse lasciato più il segno di tutti è stata i New York Knicks. Per un nativo della Grande Mela come lui, giocare per i Knicks è come esaudire il proprio sogno di bambino e un privilegio che solo in pochi possono permettersi. Dopo una lunga “guerra” con i Denver Nuggets, Anthony arriva a New York il 22 febbraio del 2011 tramite una controversa trade che coinvolge in tutto 12 giocatori.

Alcune numeri di Carmelo Anthony in maglia Knicks

Nelle sei stagioni, e mezza, con la maglia “orange and blue” Anthony ha sempre partecipato all’All-Star Game. Inoltre è stato nominato due volte in un quintetto All-NBA, una volta nel secondo e una volta nel terzo. Oltre a questo, sempre da giocatore dei New York Knicks, è riuscito a vincere due medaglie d’oro alle Olimpiadi, nel 2012 e nel 2016. Nelle 412 partite giocate con i Knicks Melo ha viaggiato a 24.7 punti, 7 rimbalzi e 3.2 assist di media, tirando con il 44.3% dal campo, il 36.9% da tre punti e l’83% ai liberi.

La sua miglior stagione con la maglia dei Knickerbockers è stata sicuramente la 2012-13. Miglior realizzatore della lega con 28.7 punti a partita, terzo nelle votazioni al premio di MVP dietro solo a LeBron James e Kevin Durant e la sua squadra ha finito la regular season al secondo posto nella Eastern Conference dietro solo ai Miami Heat del “Big 3”. In più, nella storia della franchigia detiene il record di punti segnati in una singola partita con 62, record anche per quanto riguarda il Madison Square Garden, è il settimo miglior realizzatore di sempre, è terzo per punti a partita di media e terzo anche per triple. Nonostante tutto questo, però, il massimo traguardo raggiunto sono state le semifinali di conference proprio del 2013.

Non c’è solo il basket giocato per definire la “legacy” di un giocatore

Per definire quanto un giocatore sia, o sia stato, importante per una città, bisogna saper anche andare oltre il basket giocato. Secondo uno studio del Boston Globe, quotidiano della città del Massachusetts, la Carmelo Anthony Foundation è risultata tra gli enti di beneficenza di maggior successo e meglio gestiti tra quelle associate ad un atleta professionista. L’articolo dice inoltre che la maggior parte dei fondi derivano proprio dallo stesso Carmelo. Questo vuol dire che le spese generali sono poche e che la maggior parte dei fondi raccolti va direttamente alla comunità.

Non si sentiva così grande da non poter farsi conoscere dalla scena sportiva locale e incoraggiare le persone,” ha affermato Stuart Goldfarb, socio in affari dell’ex giocatore dei Blazers. “Il fatto che si senta a suo agio ad andare ad allenarsi nelle normali palestre della comunità , o lavorare con i giovani pugili, è incredibile per me. Sono stato in mezzo a un sacco di personaggi famosi. La maggior parte delle volte per loro è difficile non provare amarezza quando le cose non vanno bene. Io non ho mai visto Melo amareggiato.”

Ora toccherà vedere cosa decideranno di fare James Dolan e soci riguardo il ritiro della sua maglietta.

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