Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBoston Celtics Celtics, Al Horford rivela le sue prime impressioni di Tatum e Brown

Celtics, Al Horford rivela le sue prime impressioni di Tatum e Brown

di Carmen Apadula

Al Horford è approdato ai Boston Celtics nell’estate del 2016.

Visti i problemi della franchigia nel convincere i giocatori più in vista della lega a firmare con loro, la scelta di Horford (che era già stato per 4 volte un All-Star) ha avuto un peso parecchio considerevole. Una svolta che i Celtics non pensavano di poter mai realizzare, vista la fatica fatta prima dell’arrivo di Kevin Garnett.

L’estate successiva all’arrivo di Horford a Boston, si è unito al team anche Gordon Hayward, e dopo 2 anni dall’approdo di quest’ultimo è arrivato Kemba Walker. Il che ha ovviamente contribuito a cambiare la narrativa sulla capacità dei Celtics di firmare giocatori di spicco.

Non è una coincidenza che altri giocatori di alto livello abbiano seguito Horford ai Celtics. E lo stesso Horford, ha iniziato a vincere ovunque andasse.

Dopo essere arrivato alle Finals per 3 volte su 4 con i Celtics, Horford spera che anche quest’anno si concluda per bene, soprattutto grazie all’appoggio di Jaylen Brown e (soprattutto) Jayson Tatum.

In una puntata del podcast The Old Man & the Three, Horford ha spiegato proprio quali sono state le sue prime impressioni su Brown e Tatum.

“Quando Jaylen è arrivato, solo sentendolo parlare mi ha davvero sorpreso” dichiara. “Aveva 19/20 anni e vedeva già le cose in modo così chiaro. E Jayson allo stesso modo. Jayson è arrivato dalla Summer League e, appena l’ho visto, ho subito pensato che fosse diverso da tutti gli altri. E’ stata una delle cose che mi hanno molto impressionato di lui”.

Tatum non vincerà il premio di MVP questa stagione, ma il 4 quattro volte All-Star ha portato i Celtics a mettere insieme un record di 52 vittorie e 24 sconfitte.

Il numero 0 di Boston sta viaggiando con una media di 30.1 punti, 8.9 rimbalzi e 4.7 assist, con ben 8.4 tentativi di tiro libero a partita, che riesce a convertire con una percentuale dell’85.4% di realizzazione.

In più, è anche diventato un giocatore offensivamente più dinamico, con un forte impatto come screener, che spesso porta ad ottime opportunità di punteggio per i suoi compagni e per lui stesso, oltre ad essere migliorato nettamente in post basso, anche quando prende la palla più lontano dai blocchi.

Ed anche la sua disponibilità ha giocato un ruolo critico per il raggiungimento del successo della sua squadra. Il giocatore è infatti riuscito ad essere presente per 70 partite sulle 76 giocate dai Celtics. 

E tutto questo nonostante una contusione all’anca sinistra, alcuni problemi al polso sinistro e delle difficoltà a tirare a causa di alcuni dolori alle dita. 

La sua capacità di superare i crolli al tiro, come quello che sta vivendo attualmente (soprattutto per le triple), è infatti un qualcosa per cui Al Horford ha espresso maggiore ammirazione.

“È impressionante” sostiene. “E’ estremamente maturo per i suoi anni. Si impegna ogni giorno come deve. Si prende cura del suo corpo. Fa tutto ciò che deve fare, ed è coerente come pochi. Quando si è più giovani, si attraversa un periodo di crisi e ci si sente giù di morale, ma per lui non è così. Rimane concentrato, vuole giocare tutte le partite che può, e vuole continuare a lavorare duramente”.

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