Home NBA, National Basketball AssociationCinque motivi per cui riporre fiducia nei Celtics

Cinque motivi per cui riporre fiducia nei Celtics

di Gabriel Greotti
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5. La difesa di Smart: Celtic Pride

Marcus Smart

Marcus Smart  #36 dei Boston Celtics

Anche la crescita di Smart è degna di nota: il numero 36 prodotto di Oklahoma State è sicuramente uno dei motivi per cui credere in questi ragazzi. La combo-guard al terzo anno tra i professionisti ha fatto capire che se c’è un elemento del roster che incarna alla perfezione il Celtic Pride, quello è lui. Smart è il classico giocatore da non valutare in base alle statistiche. Le giocate più belle ed entusiasmanti nella metà campo difensiva infatti, sono spesso sue. La sua capacità di pressare il diretto marcatore ed indurlo in errore è infatti unica per un ragazzo al terzo anno di NBA.

Un fattore nell’attacco in transizione di coach Stevens, in quanto dotato di una buona visione di gioco che gli permette di poter portare la palla in contropiede, e da una capacità di difendere su qualunque ruolo più unica che rara. Smart è spesso protagonista delle vittorie biancoverdi: le sue giocate difensive da veterano fungono spesso da spinta verso la vittoria negli ultimi 12 minuti, e la sua carica agonistica è contagiosa per i compagni. Durante l’assenza di Crowder, poi, Marcus ha messo in mostra anche dei buoni miglioramenti offensivi. Il suo tiro da 3 sta diventando sempre più affidabile, anche se la meccanica risulta ancora grezza.

Se il ragazzo uscito da Oklahoma State continua a lavorare in questo modo, però, con Rozier rappresenta un futuro più che radioso per i Boston Celtics, che possono vantare con la sua presenza un reparto guardie profondo e ricco di qualità su entrambi i lati del campo. Con il rientro di Crowder ed Horford, poi, Smart si è reso la colonna portante della second unit, spesso salvando quest’ultima da prestazioni pietose.

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