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NBA, i Clippers volevano Jrue Holiday e non James Harden

di Andrea Delcuratolo
James Harden Clippers

James Harden non ha certamente passato l’estate migliore della sua vita. L’MVP 2017, in forza ai Philadelphia 76ers, ha spinto sin da subito per mettere su una trade che lo vedesse andare ai Los Angeles Clippers. La squadra losangelina ha però reso l’estate di Harden ancora più brutta. In che modo? Offrendo di più a Jrue Holiday, andato poi ai Boston Celtics, che non i Philadelphia 76ers nei confronti di Harden, che si è poi vagamente riappacificato con la sua squadra.

Come e perché i Clippers avrebbero preferito l’ex Milwaukee Bucks a James Harden, dovuto poi scendere a patti coi 76ers? Adrian Wojnarowski aveva precedentemente riferito che l’offerta dei Clippers per Harden era una scelta al primo turno, uno scambio di scelte e i contratti in scadenza di Marcus Morris e Robert Covington. Tutto ciò per dare modo anche ai Philadelphia 76ers di ottenere una guardia di livello per sostituire Harden. In base all’offerta riportata da Wojnarowski, sarebbe stato difficile tutto ciò sarebbe stato sufficiente per ottenere una guardia di alto livello, in una successiva trade, per i Clippers.

I Philadelphia 76ers erano la squadra in cui Harden voleva giocare quando sperava di essere ceduto dai Brooklyn Nets. Venti mesi dopo aver esaudito il suo desiderio, ha chiesto nuovamente uno scambio con la speranza di approdare ai Clippers. La squadra allenata da Tyronne Lue, una volta compresa la situazione, avrebbe subito virato su Holiday.

Holiday sta infatti entrando nell’ultima stagione del suo attuale contratto, il quale prevede una player option da 37,4 milioni di dollari per il 2024-25. Harden diventerà free agent solo la prossima estate. Inoltre, Harden è più anziano di Holiday ed è un giocatore migliore in attacco, ma non altrettanto in difesa. Holdiay ha tenuto infatti una media di 19.3 punti, 5.1 rimbalzi e 7.4 assist, accompagnate da 0.4 stoppate e 1.2 palle rubate a partita.

Ultimo ma non per importanza è il fattore delle relazioni pubbliche. Harden, appena le cose si mettono male, si lamenta pubblicamente. Holiday, in quattordici stagioni, non ha mai proferito una parola fuori posto. Ecco qui che i Clippers, che rischiano di diventare un’eterna incompiuta ci avrebbero pensato due volte prima di entrare a gamba tesissima nel mercato.

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