L’enigma che sta attirando le maggiori attenzioni di tutto il mondo NBA ha il nome e il cognome di Walter Ray Allen. La guardia ex Milwaukee Bucks, Seattle Supersonics, Boston Celtics e Miami Heat è ancora free agent e il suo futuro appare sempre più difficile da decifrare. Il cecchino ha tempo fino al primo marzo per trovare una eventuale e nuova sistemazione.
I corteggiatori, come in questi casi, non mancano. Molti sono convinti che nonostante sia quasi alla soglia delle 40 primavere, il buon Allen possa ancora dare ai posteri gesta da ricordare, come quella tripla messa a 5 secondi dalla fine in gara 6 delle Finals del 2013 contro i San Antonio Spurs. Ma si sa, in questi casi è meglio sfogliare con molta occasione la margherita e scegliere con attenzione quale offerta accettare, perchè questa è potenzialmente l’ultima occasione per cercare di vincere un altro titolo ( giusta ambizione del giocatore, già decantata da tempo). LeBron James, dopo l’esperienza sulle rive della South Beach, lo vorrebbe con sé anche ai Cleveland Cavaliers, squadra che dopo le iniziali difficoltà potrebbe completare un roster da contender con la sua aggiunta, così come gli Atlanta Hawks, il cui sistema andrebbe praticamente a nozze con le caratteristiche della guardia. Due squadre che puntano ad arrivare in fondo in postseason come i Golden State Warriors che, non accontentandosi delle triple di Klay Thompson e Steph Curry, accoglierebbero il veterano per usufruire della sua maniacale precisione dall’arco. Probabilmente più defilati appaiono i Chicago Bulls, una signora squadra che però ora dovrà fare i conti con l’infortunio di Derrick Rose e i San Antonio Spurs che non appaiono proprio in forma e su cui qualche dubbio sul loro rendimento in chiave playoff inizia a crescere.
Allen avrà già deciso cosa fare? Comunicherà la sua prossima squadra proprio all’ultimo momento? Ma soprattutto: se non deciderà di tornare a giocare in questa stagione (secondo le ultime riportate da Adrian Wojnarowski), cosa dovrà fare in futuro?Quest’ultimo interrogativo potrebbe aprire lo scenario ad un’altra soluzione: il ritiro. Già, siamo sicuri che He Got Game, con una grandissima e carriera alle spalle, avrà lo stesso appeal nella stagione successiva? Siamo sicuri che potrà garantire affidabilità con altri mesi di lontananza dai parquet della NBA? Lasciare il basket giocato potrebbe essere, in tal senso, la soluzione giusta ma allo stesso tempo un finale di carriera che non renderebbe merito a uno dei più grandi campioni di questo sport. E’ altrettanto vero che però così si eviterebbero ‘incidenti di percorso’ dovuti alle ragioni sopracitate.
Insomma, tenendo come strada di riserva quella di tornare l’anno prossimo (ipotesi che comunque suscita qualche piccola perplessità), Ray Allen è davanti ad un bivio: portare i suoi talenti nel team giusto e fare questo tanto agognato tentativo oppure ritirarsi clamorosamente, dopo aver portato per le lunghe la vicenda. Ma se vuole portarsi a casa il terzo Anello deve decidere bene, lo deve fare ora, o mai più.
Per NBA Passion,
Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)


