1. Jrue Holiday
Playoffs tosti per Holiday. Kevin Durant e Kyrie Irving (finché è durato), quindi Trae Young e ora Chris Paul gli avversari diretti, e l’ex Pelicans deve inoltre fare in modo di essere efficace in attacco.
13.5 punti di media con il 31.4% al tiro e il 14% da tre in due partite per Holiday, -9.5 di plus\minus. Marcare Paul consuma energie soprattutto mentali, in gara 2 Jrue ha tentato di essere più aggressivo in attacco prendendosi 9 tiri nel solo primo quarto: non ha funzionato.
Nel secondo tempo, quando Antetokounmpo ha tentato di ovviare alla scarsa vena di Middleton e Holiday, Jrue si è limitato a soli 7 tiri (4 su 7, tra l’altro), e anche in una serata storta al tiro i Milwaukee Bucks hanno avuto nel quarto quarto il tiro del possibile -3 a 4 minuti dal termine, fallito però da Pat Connaughton. Sull’azione successiva Ayton è riuscito a recuperare un rimbalzo d’attacco sulla testa proprio di Holiday, e Paul ha segnato la tripla del 106-97 che ha di fatto chiuso i conti.
Jrue Holiday è 6 su 17 al tiro nell’area dei tre secondi finora nella serie. I Suns vogliono evitare la marcatura Paul-Holiday in difesa per ovvi motivi (CP3 è sempre dirottato su PJ Tucker o Connaughton e Forbes) e Jrue si trova spesso accoppiato a difensori più leggeri (Booker) o lenti (Cam Johnson) di lui. Dopo gara 2 Antetokounmpo ha detto di aspettarsi un Holiday altrettanto aggressivo a Milwaukee, la sua difesa resta di altissimo livello (in gara 2 ha stoppato Booker lanciato in contropiede, contrato Ayton a canestro, e contribuito alle ben 6 palle perse di Paul).
Quanta benzina è rimasta ancora nel suo serbatoio?

