Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiNBA Finals: tre errori che i Bucks devono correggere per pareggiare la serie

NBA Finals: tre errori che i Bucks devono correggere per pareggiare la serie

di Michele Gibin
Milwaukee Bucks

3. Più minuti per Brook Lopez

In questa serie Brook Lopez è esposto più che mai in difesa sui pick and roll centrali dei Suns, e ha giocato appena 25.5 minuti in due partite (furono 29 contro Atlanta, 33 contro Brooklyn).

Senza di lui Ayton ha gioco facile contro rotazioni e cambi difensivi (il momento migliore del lungo bahamense in gara 2 è arrivato con Lopez in panchina nel quarto quarto), Brook è abilissimo nel difendere senza spendere falli e quando non è in campo i Suns possono permettersi di non marcare PJ Tucker e il trio Teague\Forbes\Connaughton di turno, e dei tre solo l’ala ex Blazers è in grado di rendersi davvero utile a rimbalzo e in taglio.

Le possibilità per i Milwaukee Bucks di pareggiare la serie passano dal rendimento del quintetto base: in difesa resta abbastanza versatile da poter cambiare in corsa, ogni volta che Milwaukee è riuscita a coinvolgere Antetokounmpo in difesa per i Suns ne è uscito un tiro contestato di Booker (tiri che Book può segnare, come fatto in gara 2, ma a bassa percentuale). I Bucks sono tendenzialmente allergici ai cambi difensivi, in gara 2 tre delle 7 triple di Booker sono arrivate in isolamento contro Lopez sul 90-84 Suns, dopo una situazione di “vai tu che vado io” tra Middleton e Lopez, e infine dopo un errore di Antetokounmpo e Tucker entrambi a inseguire Paul sul 98-89 Phoenix, tutte nel quarto periodo.

Phoenix ha segnato 11 triple in gara 1, 20 in gara 2 che in finale NBA è exploit difficilmente replicabile, a patto che la qualità dei tiri non sia così alta come quella di giovedì notte.

 
 
 
 
 
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