Pacific Division
Golden State Warriors (record 47-9) voto: 9. I più forti della NBA. I dubbi iniziali sull’inserimento di Kevin Durant nei meccanismi offensivi sono stati spazzati via dalle prestazioni del numero trentacinque, che gioca coi compagni e continua comunque ad essere una macchina da punti. Curry e Thompson hanno mantenuto un ruolo da protagonisti in attacco e la difesa pare solida come nelle due stagioni passate. L’unico dubbio di chiama Draymond Green: in campo è fondamentale, ma a volte fatica a sopportare gli atteggiamenti di Durant. Ma è solo un problema in un meccanismo quasi perfetto, che può essere battuto solo se implode. I primi della classe.
Los Angeles Clippers (record 35-21) voto: 7. Nonostante gli infortuni degli uomini più importanti non hanno ceduto. Stanno ancora lottando per il quarto posto e lo stanno facendo egregiamente, anche senza Chris Paul. Il gruppo sembra in fiducia, anche grazie al buon lavoro motivazionale di coach Rivers. Nel momenti difficile, si sono affidati a Griffin, che ha dato segnali di risveglio, e alla difesa. Che sia questo l’anno in cui riusciranno ad andare oltre il secondo turno dei playoff? Magari, se rimangono sani…Coriacei.
Sacramento Kings (record 24-33) voto: 5.5. Teoricamente sarebbe ancora possibile lottare per raggiungere la postseason, ma gli equilibri psicologici della squadra sono troppo fragili, anche per un buon allenatore come Joerger. In difesa manca spesso la voglia, l’attacco è Cousins e poco più. Sulla carta, il talento offensivo non mancherebbe ai Kings, che sono però una delle squadre con più lotte interne allo spogliatoio della NBA… Ma la trade della notte potrebbe ribaltare tutto: Cousins è partito, i Kings ricostruiranno senza fretta e con tanti giocatori interessanti come Hield e tante scelte di buon livello. Mossa giusta
Los Angeles Lakers (record 19-39) voto: 5. Le prove di inizio stagione aveva fatto pensare che non fosse impossibile lottare per un posto playoff, ma evidentemente i giovani Lakers non sono ancora pronti. D’Angelo Russell pare ormai il leader del team e Nick Young sembra rinato. Però la crescita di Ingram procede a rilento e, Randle a parte, il resto del roster non è all’altezza della piazza. A coach Walton servono tempo e pazienza e i risultati arriveranno, però nelle prossime stagioni. Non hanno fretta.
Phoenix Suns (record 18-39) voto: 5. Tutto come previsto, si lavora per far crescere i giovani e per ottenere buone scelte al draft. Booker è sempre meglio avviato sulla strada per diventare una stella offensiva e, con l’aiuto di Bledsoe, ogni tanto porta ai propri Suns anche qualche vittoria. Forse ora sarebbe il caso di puntare del tutto sui giovani per avviare definitivamente la ricostruzione, in NBA non sono ammesse indecisioni o vie di mezzo. Almeno per ora, l’unico sole a brillare si chiama Devin Booker, il futuro è suo. Spazio ai giovani.

Nella Pacific Division NBA, i Clippers vogliono provare a infastidire i Warriors

