Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGregg Popovich e Team USA: comunione d’intenti

Gregg Popovich e Team USA: comunione d’intenti

di Claudio Spagnuolo

Come ormai tutti sappiamo, la carriera di Gregg Popovich vivrà presto un nuovo ed inaspettato inizio.

Nel dicembre del 1996, Popovich era il GM dei San Antonio Spurs, supervisore del coach Bob Hill. In quel periodo, San Antonio era martoriata dagli infortuni – incluso un brutto malanno alla schiena che tenne fuori il centro David Robinson – ed iniziò la stagione con un brutto record di 3-15. Popovich, quindi, licenziò Hill e prese il comando della squadra, convenientemente, nel giorno del ritorno sul parquet di Robinson. Nella notte del debutto, comunque, Gli Spurs, furono umiliati dai Phoenix Suns, per 96-73.

Mi sono sentito come se fossi stato tirato fuori dalla naftalina”, disse successivamente il coach, a proposito di quella sera.

Nel corso delle oltre diciotto stagioni passate in panchina, le cose sono enormemente migliorate: Popovich ha vinto cinque titoli e spinto le sue squadre oltre le 50 vittorie ogni anno (avrebbe forse raggiunto questo traguardo anche nella stagione 1998-99, se non fosse stato per il lockout).

Lo scorso venerdì, gli è stata data un’opportunità oggettivamente perfetta per lui: allenare il Team USA al posto di Mike Krzyzewski, il quale gli cederà il posto dopo le Olimpiadi di Rio del 2016.

Popovich voleva questa mansione da tempo. Negli ultimi anni, tuttavia, credeva di aver perso le speranze di ottenerla.

Mentirei se dicessi che non mi è passato per la testa”, ha raccontato Pop, nella giornata di venerdì. “Tutti hanno l’aspirazione di ricevere un incarico del genere ma, negli ultimi 5-6 anni, pensavo che non avrei più preso quel treno, in tutta onestà”.

Gregg Popovich, 66 anni.

Gregg Popovich, 66 anni.

Popovich assumerà il ruolo con un invidiabile background internazionale: i suoi Spurs sono stati i paladini della rivoluzione etnica attuata dalla NBA con l’inizio del nuovo millennio, grazie all’ingaggio della guardia argentina Manu Ginobili ed il regista francese Tony Parker. Questi due giocatori sono presto diventati le fondamenta sulle quali gli Spurs hanno costruito il loro incredibile successo.

Popovich possiede anche una vasta esperienza personale: ha giocato a basket per la Air Force Academy negli anni ’70 e, durante il suo servizio nell’aviazione, ha viaggiato molto in Europa. Inoltre, è stato un osservatore ravvicinato del Team USA durante i giorni peggiori: fu assistente di George Karl nel corso dei Mondiali del 2002, quelli che videro gli Stati Uniti messi letteralmente alla berlina, autori di un imbarazzante 6-3, valevole soltanto per il sesto posto; poi, lavorò affianco a Larry Brown alle Olimpiadi del 2004, al termine delle quali il Team USA si aggiudicò la medaglia di bronzo (5-3).

La debacle di quelle ultime uscite fu il motore che spinse gli USA ad assumere Jerry Colangelo nel ruolo di direttore esecutivo e Krzyzewski in quello di head coach. Da allora, molto sarebbe cambiato.

La prima cosa che si può notare è il cambiamento strutturale”, ha detto Popovich. “Da quando è arrivato Jerry, è stata messa in piedi un’infrastruttura che permette selezione e sviluppo dei giocatori per un lungo periodo di tempo, in modo tale da creare una cultura. Non era mai successo prima. A questo punto, dopo aver istituito questa organizzazione per oltre una decade, sembra che si sia creata una sorta autoalimentazione, per cui il progresso non smette mai. E’ un meccanismo perfetto”.

Colangelo ha fatto del rispetto per gli avversari e di una solida personalità collettiva le caratteristiche primarie del programma attuale della USA Basketball, e ha citato la cultura che Popovich ha sviluppato a San Antonio come ragione principale del suo ingaggio.

In 19 anni alla guida degli Spurs, Popovich ha ottenuto cinque titoli NBA, l'ultimo nel 2014.

In 19 anni alla guida degli Spurs, Popovich ha ottenuto cinque titoli NBA, l’ultimo nel 2014.

Il suo lungo record di successi – sia in termini di titoli che di creazione della cultura dell’eccellenza – è molto ben documentato”, ha affermato Colangelo. “Pop è considerato tra i migliori allenatori del pianeta. Per via del suo passato militare e della sua abilità unica di tirar fuori il meglio dai suoi uomini, questa scelta risulta perfetta”.

Di certo, la domanda che tutti si fanno è quanto ancora Popovich intenderà restare sulla panchina degli Spurs. L’allenatore compirà 67 anni il prossimo gennaio, e si è molto speculato sul fatto che lascerà San Antonio quando il suo pupillo – il trentanovenne Tim Duncan – deciderà di ritirarsi. Le esigenze concernenti la gestione di una squadra NBA e di una Nazionale – che richiede un input non solo nella scelta dei giocatori, ma anche nello scouting degli avversari per i tornei, ogni due anni – sono molto alte.

Popovich ha detto che pensa di riuscire a cavarsela in entrambi i campi, almeno nel breve periodo, pungolato dall’euforia della nuova nomina. Qualunque sarà il suo futuro con gli Spurs, dunque, non è ancora tempo per una soluzione drastica.

Se sei in grado di prenderti carico delle sfide, penso che sia una buona cosa”, ha detto Pop. “Non sono pronto ad andare in pensione e mettermi a piantare pomodori in giardino, ho ancora molto da fare”.

 

Claudio Spagnuolo

Twitter: @KlausBundy

 

Tratto da: Sean Deveney, “Gregg Popovich can use USA Basketball as an ideal post-Spurs path”, sportingnews.com.

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