E’ da qualche mese oramai che si specula su quella che sarà la futura chiamata dei Knicks al draft. Ad alzare un polverone di natura mediatica era stato addirittura il presidente Phil Jackson che, andando contro le regole NBA, aveva definito il playmaker D’Angelo Russell “un giocatore di talento, un grande prospetto”. Per tale motivo Phil fu chiamato dal commissioner della lega (Adam Silver) a pagare una multa salata. E’ vietato infatti, per qualsiasi persona appartenente a staff delle franchigie NBA, esprimere propri giudizi (siano essi positivi o negativi) su giocatori di college che non si sono ancora ufficialmente dichiarati per il prossimo draft NBA. In questo caso infatti, motivo per il quale tale regola fu istituita, il giocatore in questione potrebbe essere influenzato nella sua decisione di dichiararsi (abbandonando il college al termine dell’anno) o di non dichiararsi eleggibile. All’epoca molti analisti sportivi misero in dubbia la presunta non conoscenza da parte di Jackson di tale regola. Per molti l’obiettivo era far intendere al play di Ohio State, la volontà dei Knicks di spendere la loro futura chiamata per lui. “Meglio se inizi a studiarti i principi del triangolo”, sicuramente era questo il messaggio che l’ex allenatore voleva implicitamente far pervenire a Russell.
La lottery pick che si è tenuta il 19 Maggio sembrava avesse scompigliato i piani della dirigenza. Un sorteggio molto sfortunato vide i Knicks estratti solamente come quarta squadra (dietro ai T’wolves, Lakers e 76ers). Per varie settimane i siti più importanti in termini di NBA draft preview consideravano le prime due pick utilizzata rispettivamente per i 2 centri Towns e Okafor, mentre la terza chiamata sarebbe stata utilizzata proprio per selezionare Russell. In tale modo la squadra della città dell’amore fraterno avrebbe colmato il vuoto nel ruolo di point-guard lasciato dalla partenza di Carter-Willams verso i Bucks.
La situazione si è però nuovamente stravolta qualche giorno fa. Più precisamente quando si è diffusa la notizia che Joel Embiid (il centro camerunense selezionato lo scorso draft come terza scelta) non sta recuperando bene dall’infortunio al piede che lo aveva tenuto ai box per tutta la stagione appena trascorsa. Il rischio reale è che il suo debutto in NBA sia nuovamente rimandato e non si sa per quanto tempo (versione Oden 2.0?). Per tale motivo, volendo quindi rinforzare ancora il proprio front-court, i 76ers starebbero orientando la propria scelta verso un lungo. La scelta più plausibile attualmente sembra rappresentano dalla power-forward lituana Kristaps Porzingis che ha sbalordito durante i work-out ai quali a preso parte e che, nonostante la giovane età, vanta già una certa esperienza cestitica, avendo preso parte quest’anno a tornei europei molto competitivi (liga ACB ed Eurocup) con la maglia del Club Baloncesto Sevilla.
Se tali pronostici saranno rispettati alla fine D’Angelo Russell finirà, per la felicità di Jackson, proprio ai Knicks. In tale modo nel mercato di free-agency la dirigenza potrà risparmiare una certa quantità di budget che era stato proprio accantonato in vista di un investimento da fare per il ruolo di pg (Reggie Jackson?). Tale parte di budget potrà invece essere riutilizzata in altro modo. Così i Knicks potranno andare alla ricerca o di 2 lunghi di gran valore (Monroe e Aldridge?) o di un solo lungo e tentare l’assalto a Wade.
Il rovescio della medaglia di questo “colpo fortunato” potrebbe essere un incremento di pressione per la squadra della grande mela e per il suo allenatore Derek Fisher, chiamati immediatamente a dimostrare un miglioramento di gioco e a raggiungere immediatamente i playoff (cosa decisamente fattibile trattandosi di conference orientale).
Per NBA Passion, Leo Lucio Screnci



