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Los Angeles Lakers, 5 consigli per centrare i playoffs

di Andrea Badiali
Lakers Fans

Limitare i turnover

Altra considerazione banale: 16.2 a gara sono troppi, punto. Come limitarli è tutt’altro paio di maniche. Il rapporto AST/TO è 1.28, il terzo peggiore della lega, e di gran lunga il peggiore tra le squadre con PACE simile.

Numero ancor più grave è i punti che generati da questi turnover, ben 20.4 a gara. Se avessero mantenuto la media di punti subiti dai TO della Lega (16.1), avrebbero vinto almeno 3-4 gare in più (sulla carta, ovviamente).

Notare l’ineccepibile difesa dei Nets. Schema base: attendere che gli avversari ti palleggino sui piedi e scattare in contropiede.

Il gioco offensivamente efficiente dei Lakers è quello che prevede la circolazione continua della palla, con blocchi lontano dal possessore per liberare un esterno per un tiro da tre o un lungo per il post-basso. Oppure per generare un mismatch favorevole, a seconda dei casi. Il problema è che se la palla sta spesso in aria, aumenta la possibilità che venga persa.

Per ridurre la quantità di palle perse si possono quindi ridurre il numero di passaggi, ma così facendo si rende l’attacco più statico e più incline agli isolamenti (anche perché il loro p&r non è che funzioni benissimo, in media). A meno che il portatore di palla non faccia Paul di cognome. L’unica strada percorribile, dunque, è disegnare un attacco con migliori spaziature che consentano linee di passaggio più sicure.

Clarkson turnover

Qui JC s’era tratto d’impiccio in modo esemplare. Salvo poi trasformare due punti facili in un contropiede letale.

Inoltre i Lakers devono necessariamente migliorare in altri due aspetti: l’avvicinamento all’area avversaria (spesso le palle perse sono nei primi 10 secondi dell’azione) e soprattutto nel portare la palla nel pitturato. In quest’ultimo caso, l’isolamento del lungo deve essere accompagnato dall’allontanamento del difensore esterno, per scongiurare il raddoppio e migliorare le percentuali di rimbalzo offensivo.

>>>Numero 3

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