Cosa hanno offerto i Cavs a Utah, che i New York Knicks non hanno voluto concedere per Donovan Mitchell?
All’apparenza nulla, considerando quale sarebbe stata l’offerta definitiva dei Knicks per la star ormai ex Utah, finita in Ohio in cambio di 3 future prime scelte, due pick swap, Lauri Markkanen, Collin Sexton e il rookie Ochair Agbaji.
Secondo quanto riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, già a luglio i Knicks avevano fatto la loro offerta agli Utah Jazz per Mitchell. Un’offerta all’altezza di quella di Cleveland, e che avrebbe spedito a Salt Lake City RJ Barrett, Obi Toppin, Mitchell Robinson e 3 future prime scelte non protette.
Se il trio Sexton-Markkanen-Ogbaji può essere paragonato a quello Barrett-Toppin-Robinson, a fare la differenza sarebbero state la tempistica (a luglio e con ancora tanto tempo per il front office di Utah per capire quale fosse il mercato attorno a Donovan Mitchell) e i due diritti di scambio di scelte che i Cavs hanno alla fine accettato di inserire per piegare la bilancia dalla propria parte.
La strategia di Danny Ainge di aprire un’asta per Mitchell con le squadre (Cavs, Knicks ma anche Wizards e Heat) interessate ha pagato, i Jazz hanno ottenuto ben 13 prime scelte future extra dalle trade per il prodotto di Louisville e per Rudy Gobert a Minnesota, e in Sexton e Ogbaji due giocatori di prospettiva, per ricostruire da zero.
Subito dopo l’annuncio della trade Mitchell-Cavs, i New York Knicks hanno ufficializzato la rookie scale extension da 107 milioni di dollari (base) del contratto di RJ Barrett, rinnovo anticipato già tre giorni fa.

