Dal 15 dicembre diventeranno di nuovo scambiabili via trade tutti i giocatori NBA che hanno firmato in estate un nuovo contratto o con una nuova squadra, o con la squadra di provenienza durante la free agency 2021. Dal 15 gennaio invece diverranno scambiabili anche quei (pochi) giocatori che hanno deciso di rifirmare con la squadra di provenienza una volta diventati free agent, e che hanno ottenuto un aumento di salario superiore al 20%.
La trade deadline del mercato NBA 2022 scadrà giovedì 10 febbraio negli USA (ore 18:00 di New York), alla mezzanotte italiana tra 10 e 11. La data del 15 dicembre sarà un primo importantissimo spartiacque, oltre il quale le squadre potranno iniziare a discutere concretamente di trade, perché diventeranno di nuovo cedibili tanti giocatori e contratti chiave per “sbloccare” le trattative.
Non tutti i giocatori che hanno firmato o rifirmato in estate saranno di nuovo al centro del mercato NBA, tutt’altro. Quali sono allora i migliori giocatori che diventeranno di nuovo scambiabili da mercoledì 15 dicembre, e che occorrerà osservare con un occhio di riguardo perché potrebbero muoversi di nuovo? E perché sarà importante seguirli?
Tim Hardaway Jr
I Dallas Mavs sono la squadra più… pallosa? della NBA oggi. Incredibile se hai Luka Doncic, eppure è così.
21esimi per offensive rating, 22esimi per punti per 100 possessi, quinti per tentativi da tre punti e 26esimi per percentuale realizzativa con il 33.3%. Le percentuali di Doncic sono in lieve calo, quelle di Reggie Bullock, Kristaps Porzingis, Tim Hardaway Jr, Jalen Brunson, persino di Sterling Brown son invece crollate, i migliori tiratori oggi dei Mavs sono i centri Powell e Kleber.
Tim Hardaway Jr ha firmato in estate un quadriennale da 75 milioni di dollari complessivi, dopo essere stato per larghi tratti della stagione scorsa il secondo miglior giocatore della squadra, playoffs compresi. Quest’anno, dopo un inizio magro, coach Jason Kidd lo ha spostato di nuovo nel suo ruolo di sesto uomo (un sesto uomo da 21 milioni di dollari…) dove Hardaway ha ritrovato un poco di verve. Tutti i Mavericks sembrano fuori fase in attacco, la transizione da Carlisle a Kidd sta pesando e chissà che alla deadline non si scelga di tentare con una scossa.
Il contratto di Hardaway Jr è lungo e ci sono altri giocatori da osservare (Kleber, Powell, Bullock). E’ però altrettanto vero che nel 2022 diventeranno free agent Jalen Brunson e Dorian Finney-Smith, e se Dallas vorrà trattenere almeno uno dei due (Brunson), potrebbe pensare ad alleggerire ora un salary cap che per il 2022\23 supererà quota 136 milioni di dollari…
Evan Fournier
I Knicks hanno usato la totalità del loro spazio salariale in estate per firmare giocatori con contratti “mercato-friendly” e quello di Fournier non fa eccezione. Perché? Se davvero Damian Lillard dovesse diventare disponibile, magari a fine stagione, poche squadre potrebbero offrire a Portland ciò che hanno a New York, con tante scelte e giocatori come RJ Barrett, Mitchell Robinson, Obi Toppin o Immanuel Quickley.
Con Kemba Walker e Evan Fournier in quintetto la difesa dei Knicks è naufragata, a farne le spese è stato Walker ma da allora le cose sono addirittura peggiorate (ma è una tendenza generale della NBA: la regular season inizia a pesare…). Fournier sta tirando con il 38.4% da tre punti, il suo contratto da 4 anni e 78 milioni di dollari (team option sul quarto anno) spaventa e allora i Knicks dovranno trovare, eventualmente, una squadra che non abbia problemi ad accollarsi del salario a lungo termine.

