Kendrick Nunn
I Lakers sono 13-13, Kendrick Nunn non ha ancora messo piede in campo per un problema a un ginocchio accusato in preseason e per lui Rob Pelinka ci ha speso la taxpayer midlevel exception biennale di cui disponeva.
Poteva andare meglio, anche qui. Nunn, anche in virtù del contratto, potrebbe essere assieme a Talen Horton-Tucker l’unica chance dei Lakers di provare a cambiare qualche carta alla deadline. Difficile, ma mai dire mai soprattutto se l’attuale situazione di mediocrità diffusa dovesse continuare, e il livello di nervosismo aumentare.
In fondo, LeBron James è quello che ormai quattro anni fa ribaltò la squadra a Cleveland alla trade deadline, in una situazione con qualche punto di contatto con l’attuale. Esiste là fuori un giocatore disponibile che possa cambiare le fortune dei campioni NBA 2020?
Will Barton
L’infortunio di Michael Porter Jr ha rinviato di un altro anno l’appuntamento con la caccia al titolo dei Denver Nuggets (non che le chance reali fossero molte, come on). Con Porter Jr e Jamal Murray (si è fatto male anche PJ Dozier) ci si rivede dunque nel 2022, la point guard canadese potrebbe rientrare a stagione in corso prima dei playoffs, ma la vera domanda è perché dovrebbe farlo?
I Nuggets sono 3-7 nelle ultime 10 partite giocate, hanno perso con gli Spurs e con i Magic, sono 17esimi per offensive rating e 18esimi per defensive rating. Senza Jokic in campo non hanno una chance.
Will Barton sta ricoprendo con efficacia il ruolo di scorer secondario, sta tirando con il 39.2% da tre punti e i 4.2 assist a partita sono il suo massimo in carriera, così come i 33.8 minuti di media. Denver premette il bottone della trade “punto tutto sul rosso” già lo scorso anno con Aaron Gordon, prima che Murray si fermasse e con lui i sogni di gloria. E una seconda trade del genere in giro non c’è, almeno per ora.
Barton ha firmato in estate un biennale da 32 milioni di dollari, non dovrebbe finire sul mercato ma sarà interessante scoprire se qualche squadra andrà a sondare il terreno per lui.

