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Miami può riprovarci? Perché Damian Lillard è la mossa giusta per gli Heat

di Riccardo Rivoli
lillard heat

Come nel 2020 i Miami Heat sono arrivati a un passo dal titolo e come dopo il 2020, Pat Riley vuole continuare ad essere competitivo. Questi Heat possono essere una contender anche negli anni prossimi o serviranno delle mosse sul mercato? La questione Damian Lillard potrebbe non essere solo fantabasket?

Il nucleo di Miami è lo stesso da anni e da anni è una squadra costruita per i playoffs. Bam Adebayo, Jimmy Butler e coach Erik Spoelstra sono le colonne portanti di questo gruppo già dalle Finals 2020. Ciò che è cambiato è ciò che sta intorno e negli anni gli Heat hanno trovato delle gemme che gli hanno permesso di essere competitivi ogni edizione dei playoffs.

Se Riley vuole davvero che la squadra resti una contender, allora serve qualche cambio importante. L’anno prossimo Lowry dovrà soffiare 38 candeline e pure Butler compierà 34 anni quest’anno. Bam è ancora giovane, ma probabilmente non può essere la prima punta di una squadra che punta al titolo. Il resto della squadra è interessante e giovane, ma ci sono diversi nomi sacrificabili. La soluzione potrebbe essere provare il tutto per tutto per una superstar e c’è un protagonista di tutte le speculazioni di mercato degli ultimi giorni: Damian Lillard. 

Lo 0 dei Portland Trail Blazers è legato alla sua squadra dal draft NBA del 2012 e da quel giorno non se n’è mai andato dall’Oregon. Ogni estate il suo nome viene affiancato ad altre squadre e anche quest’anno non è da meno. All’età di 32 anni e con ancora nessun anello alle dita, per Dame potrebbe essere arrivata l’ora di lasciare Portland per provare a vincere qualcosa altrove. Come ha affermato lui stesso la sua amicizia con Adebayo rende Miami una delle destinazioni che più gli interessano.

E’ ancora solo fantamercato, ma è già possibile formulare alcune idee di trade a dir poco interessanti. La più verosimile: 3 prime scelte future al draft (2023, 2028 e 2030) più Tyler Herro, il contratto in scadenza di Kyle Lowry, Duncan Robinson e Max Strus (o Gabe Vincent) via sign and trade, per Lillard e Jusuf Nurkic il cui contratto i Blazers gradirebbero scaricare, se davvero si arrivasse a un accordo.

Per Portland, una volta accettato di perdere Dame, ripartire con un adeguato pacchetto di prime scelte future, un giocatore in crescita come Herro, due giocatori di ruolo come Strus o Vincent e Robinson da aggiungere a Anfernee Simons, Shaedon Sharpe, la terza scelta assoluta al draft NBA 2023 sarebbe uno scenario tutt’altro che desolante. Jerami Grant potrebbe essere rimesso sotto contratto alle cifre richieste dall’ex Pistons e poi messo sul mercato, alla bisogna, per proseguire con la rifondazione. Il contratto di Kyle Lowry sarebbe con tutta probabilità risolto via buyout.

Lillard sarebbe il fit perfetto per Bam e Jimmy e in questo modo si formerebbe uno dei migliori terzetti della NBA. Questo costerebbe a Miami buona parte del roster e in particolare alcuni tra i loro migliori tiratori, come Robinson e Strus. Comunque rimarrebbero Caleb Martin, Kevin Love (che sarà però free agent), Haywood Highsmith, Omer Yurtseven, Orlando Robinson e Nikola Jovic, oltre all’infortunato Victor Oladipo. In più Nurkic potrebbe essere una pedina in un’altra eventuale trade per andre alla ricerca di tiratori che rimpiazzino Robinson e Strus.

Solo Damian Lillard varrebbe un simile “colpo di testa”. James Harden potrebbe diventare free agent e Miami non potrebbe sperare di offrire a Philadelphia, in uno scenario di sign and trade, lo stesso pacchetto formulabile ai Trail Blazers e sperare che i Sixers accettino. Bradley Beal non vale Lillard ma ha un contratto praticamente identico, è pur vero che gli Wizards starebbero ponderando la decisione di un reset totale dopo aver cambiato vertice nel front office, la situazione a Washington è da monitorare.

Sempre sul mercato dei free agent, pare estrema l’ipotesi Kyrie Irving per il quale occorrebbe comunque una sign and trade. E’ vero che la tanto sponsorizzata “Heat Culture” ha fatto del girovago Jimmy Butler un uomo franchigia, Kyrie è però un altro paio di maniche dal punto di vista della gestione e con l’ex Cavs e Nets l’infortunio è dietro l’angolo, la sua storia recente parla purtroppo chiaro.

Brook Lopez sarebbe un’addizione difensiva formidabile per Miami, che consentirebbe a Adebayo di giocare da ala forte senza sacrificare le spaziature in attacco. Pare difficile oggi vedere Lopez, campione NBA 2021 con Milwaukee, fare le valige e trasferirsi in una rivale diretta dei Bucks, e gli Heat del resto dovrebbero liberare prima lo spazio salariale necessario cedendo via trade Kyle Lowry o Duncan Robinson, forse entrambi, e c’è la questione della free agency di Gabe Vincent e Max Strus, due giocatori che si sono meritati la riconferma e un contratto adeguato a quanto dimostrato.

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