Home NBA, National Basketball AssociationNBA Teams NBA Analysis – Quintetti piccoli alla riscossa: l’NBA non è più una lega per soli “lunghi”

NBA Analysis – Quintetti piccoli alla riscossa: l’NBA non è più una lega per soli “lunghi”

di Mario Tomaino

I Golden State Warriors ci hanno costruito la loro fortuna a partire da Gara-4 delle ultime Finals, vincendo poi il titolo, ma sono semplicemente l’eccezione che conferma la regola di un discorso ben più ampio: si parla ovviamente dei quintetti piccoli, ormai in enorme ascesa nell’NBA moderna.

Già, i cari e vecchi lunghi “old style” che hanno caratterizzato gli anni ’90 della lega, che giocavano spalle a canestro e facevano del gancio-cielo la loro arma più letale, sembrano ormai essere il lontano ricordo di una NBA che non esiste più e che si volta verso un cambiamento radicale: l’utilizzo del “smallball starting five”, ossia il cosiddetto quintetto piccolo.

Come già accennato, i Golden State Warriors in gara-4 delle Finals, sostituendo lo statico Andrew Bogut con i più dinamici David Lee e Andre Iguodala, sono riusciti ad ottenere un modo di giocare molto più basato sulle spaziature perfette e sul giro-palla volto a mandare a vuoto la difesa, un cambiamento fondamentale che ha permesso ai Warriors di rimettersi in carreggiata e vincere il Larry O’Bryan Thophy dopo 40 anni d’attesa, un cambiamento che tutti i team NBA stanno cercando di adoperare per colmare il gap creatosi.

Iguodala e Green, elementi fondamentali del quintetto piccolo che ha portato i Warriors a vincere il titolo NBA

Iguodala e Green, elementi fondamentali del quintetto piccolo che ha portato i Warriors a vincere il titolo NBA

Certo è che i Warriors non sono esattamente i precursori di questo sistema di gioco, bensì possiamo definirli probabilmente come tra i migliori interpreti. Già, perché il “movimento” è partito già da qualche tempo e ha investito la stragrande maggioranza delle franchigie NBA e, ad oggi, sta completando il suo percorso di diffusione nella lega, ‘Lakers docet’: Byron Scott che spinge Kobe Bryant a giocare spesso come Small Forward o addirittura Power Forward nella prossima stagione, sono il monito che ormai non si può più fare affidamento su schemi obsoleti che prevedono due lunghi dominanti sotto canestro ma con scarse doti al tiro dal perimetro e dal mid-range.

E succede così che, oltre al già citato Kobe Bryant, anche i Kings pare adotteranno Rudy Gay nel ruolo di PF e lo stesso faranno i Pacers con Paul George o i Raptors con il neo arrivato DeMarre Carroll.

Statistiche alla mano, il gioco da 3 negli ultimi anni sta ricoprendo un ruolo sempre più importante nell’NBA moderna, tanto che, nella top20 dei team che hanno tentato più tiri da 3 punti, le franchigie possono contare sull’apporto di ‘stretch-four’ che con regolarità provano il tiro perimetrale:

 

Lista di PF che giocano regolamente nei top10 team per tentativi da 3 punti (Fonte: Basketball Reference)

Lista di PF che giocano regolamente nei top10 team per tentativi da 3 punti (Fonte: Basketball Reference)

Tra i team sopra citati inoltre, sei compaiono nella top10 per tentativi da 3 punti.

Un evoluzione che parte proprio dalla comparsa dei cosiddetti ‘stretch-four’ come Kevin Love, Draymond Green e Chris Bosh (giusto per citarne qualcuno), gente che predilige molto più il tiro lontano dal canestro che nei pressi del ferro oramai.

E la FAgency ha confermato tale tendenza:

Come già detto, i Raptors che hanno firmato DeMarre Carroll, vogliono impiegare l’ex Hawks nel ruolo di PF e persino gli Spurs hanno firmato Aldridge che oltre alle doti dal mid-range, nell’ultima stagione ha registrato il career-high da 3 punti; stesso discorso per i Pistons di coach Van Gundy, uno dei veri precursori del sistema che oggi tutti vogliono adottare, il quale sostituirà il ‘nonshooter’ Monroe con Ilyasova, lungo che ha in serbo sicuramente molti punti dalla media-lunga distanza di quanti non ne avesse l’ormai giocatore dei Bucks. E come non citare i Clippers che, dopo il flop Spencer Hawes, continuano a credere in questa idea di gioco investendo su Paul Pierce e Josh Smith? Ci sarebbero poi anche gli Hornets, i Knicks e anche i Timberwolves che, con i rookie Kaminsky, Porzingis e Towns confermano la tendenza di avere in quintetto uno ‘stretch-four’, introducendo anzi un nuovo concetto fondamentale negli anni a venire, quello dello ‘stretch-five’.

Insomma, stiamo assistendo ad una svolta radicale che sta cambiando il volto della NBA così come la conosciamo, con questi lunghi molto agili e con ottime doti di ball-handing, capaci di uscire dalla tradizionale zona di competenza per giocare degli 1vs1 contro la difesa che solo fino a pochi anni fa erano inimmaginabili, con buona pace dei nostalgici, che difficilmente negli anni a venire potranno assistere all’ascesa dei nuovi Abdul-Jabbar, Olajuwon o Malone.

 

Per NBAPassion,
Mario Tomaino (@Mariot_22 on Twitter)

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