All’AmericanAirlines Arena di Miami, i San Antonio Spurs indossano, nuovamente, il proprio vestito migliore e portanola serie sul 2-1.
Una prestazione incredibile per i texani, che nel primo quarto vanno subito in vantaggio per 41-25 e chiudono il primo tempo sul risultato di 71-50. Il vantaggio accumolato nel primo tempo e la tranquillità dell’ultimo periodo hanno permesso a Popovich di concedere qualche minuto di extra-riposo a Duncan, Parker e Ginobili, in vista di gara-4. Ecco come si sono comportati gli Spurs:
Tim Duncan: Eterno. Niente da aggiungere. In attacco o in difesa poco cambia, la sua prestazione è ottima come al solito. Tiene bene la marcatura ed è bravissimo a non sprecare falli. Chiude con 14 punti, 6 rimbalzi (2 offensivi) e 2 assist. Mette a segno 4 tiri su 7 tentativi dal campo e 6 su 8 dalla lunetta. La carta d’identità mente, è chiaro. Voto 6,5.
Boris Diaw: Tatticamente fondamentale, tanto quanto Duncan. Dopo le difficoltà che la squadra ha avuto in gara-2, Popovich lo fa tornare in quintetto e gli concede un minutaggio alto. Lui non delude le aspettative. Fa registrare 9 punti, 5 rimbalzi, 3 assist, una palla rubata ed una stoppata. Ha una buona percentuale al tiro, 50% dal campo (1 su 2 dai tre punti) e dalla lunetta, e in fase difensiva limita ottimamente. Voto 6,5.
Kawhi Leonard: MVP indiscusso della partita. Un atletismo e una capacità ad essere decisivo fuori dal comune. Conferma le buone prestazioni stagionali con 29 punti, 4 rimbalzi (1 offensivo), 2 assist, 2 palle rubate, e due stoppate. Tira con il 77% dal campo (10/13 dal campo di cui 3 su 6 da tre punti) e mette 6 liberi su 7 a disposizione. Il futuro degli Spurs, oggi più che mai, è nelle sue mani. Voto 7,5.
Tony Parker: L’infotunio che ha prima o poi si sarebbe fatto sentire e forse nella sera di Miami si è fatto sentire. Popovich capisce e gli concede qualche minuto di riposo in più, visto che la situazione lo permetteva. Sul campo la sua solita prestazione. Il direttore perfetto di un’orchestra di livello mondiale. Chiude la sua gara con 15 punti, un rimbalzo, 4 assist e 2 palle rubate. Tira con il 40% dal campo (1 su 3 da tre punti) ed è pefetto dalla lunetta, dove segna 6 tentativi su 6. Un po’ sotto i suoi standard, ma comunque una buona prestazione. Voto 6,5.
Danny Green: Dopo il sonnellino di gara-2, si sveglia, si lava il viso ed abbatte, in compartecipazione con Leonard, i Miami Heat. Ecco il riassunto della sua gara. E’ perfetto, nonostante i soli 21 minuti passati sul parquet è la vera e propria spina nel fianco della difesa e dell’attacco dei padroni di casa. Fa registrare 15 punti, un rimbalzo, 3 assist, 5 palle rubate e una stoppata. Mette a segno 7 tiri su 8 tentativi dal campo (1 su 2 dall’arco) e sbaglia l’unico libero a sua disposizione. Se riuscirà a garantire prestazioni di questo tipo per il resto della serie ne vedremo delle belle. Voto 7.
La second line degli Spurs, al solito, è abilissima a concedere il meritato riposo al quintetto base, senza subire. Su tutti, come sempre, spicca Manu Ginobili, che, con 11 punti, 3 rimbalzi, un assist e una palla rubata, si conferma il vero e proprio uomo in più. Gli altri, compresi quelli che giocano un minutaggio veramente basso, riescono ad aiutare la squadra, come adesempio Splitter e Mills, autori rispettivamente di 6 e 5 punti, ma utilissimi a livello tattico. Buona anche la prova di Bonner, che chiud con 2 punti, entrambi dalla lunetta, 1 rimbalzo ed un assist, rivelandosi bravissimo nel fare il lavoro sporco. Per Belinelli appena 6 minuti di gioco, nel quale mette a segno una tripla e coglie un rimbalzo. Mentre Baynes, che torna sul parquet dopo aver visto dalla panchina le ultime gare, mette a segno l’unico tiro che gli viene affidato in meno di due minuti. Popovich sembra aver trovato il bandolo della matassa. Voto alla panchina 6,5.

