Andiamo ad analizzare oggi non le squadre a seconda dei quintetti, ma in base alle second unit, alle panchine, quelle che secondo i più sono fondamentali per vincere i trofei. Uno starting five forte può portarsi a casa una gara, persino una serie, ma non potrà mai vincere da solo un titolo NBA senza il contributo della panchina.
Ecco la top 5 delle Second Unit ad Est:
#5 Cleveland Cavaliers:
Uno dei problemi della scorsa stagione dei Cavs? Sicuramente gli infortuni, nei momenti cruciali della stagione. Ma perché i Cavaliers hanno pagato molto le assenze? Per via di una panchina orientativamente non all’altezza di quelle delle altre franchigie (soprattutto ad Ovest). Questo gap è stato in parte diminuito firmando l’ex compagno di LeBron James proprio in Ohio, Mo Williams, una sicurezza dalla panchina: con lui tornerà Varejao, finalmente con alle spalle l’infortunio della scorsa stagione.
Nello slot delle guardie come non citare Matthew Dellavedova, diventato un fedelissimo dopo il “cuore” messo in campo nelle finals contro i Warriors. Con lui anche JR Smith, che si dividerà i minuti con Iman Shumpert (già ai box per infortunio).
Via Dallas è arrivato anche Richard Jefferson, un veterano che aiuterà sicuramente Blatt nelle rotazioni delle ali: il prossimo step, forse decisivo sarà però ri-firmare Tristan Thompson, senza di lui il potenziale dei Cavs cala notevolmente sotto il profilo del peso sotto canestro.
#4 Atlanta Hawks:
La profondità della panchina degli Hawks è stata un punto di forza della passata stagione, oltre ad un quintetto che sapeva muovere davvero bene la palla ed un coach “popovichiano”. Rispetto alla scorsa stagione sono rimasti giocatori chiave come Kent Bazemore, Shelvin Mack e soprattutto Dennis Schroder. Quest’ultimo infatti definito il “Rondo tedesco” ha avuto un impatto decisivo dalla panchina, spaccando in due i match e le difese avversarie. Dall’offseason è arrivato anche Tim Hardaway Jr dai Knicks, in cambio di Grant: troverà un buono spazio nelle rotazioni di coach Bud. Statene certi.
#3 Indiana Pacers:
Gli Indiana Pacers in terza posizione? Assolutamente si.
Sembra una sorpresa, ma la franchigia di Larry Bird, può contare su una panchina sulla carta molto interessante. Frank Vogel ha a disposizione infatti giocatori molto interessanti dalla sua panchina in grado di far cambiare l’andamento della gara: Indiana è stata la terza nella classifica di punti dalla panchina, ha guidato la classifica dei rimbalzi dalla panchina (19.7 per gara) ed è stata la seconda a livello di efficacia. Ancora sorpresi?
Se non vi basta, Paul George tornerà a guidare i Pacers puntando magari nei prossimi anni a trofeo di MVP della lega: inoltre la panchina è stata arricchita da Myles Turner, rookie molto interessante, Jordan Hill, che ha dimostrato anche ai Lakers di poter dire la sua a gara in corso.
Dopo l’addio di Turner, la prima scelta nelle rotazioni potrebbe ricadere su Ian Mahinmi, con Lavoy Allen, CJ Miles, Rodney Stuckey e Joseph Young. Davvero niente male: unico neo forse lo slot di PG, con George Hill che avrà come primo cambio il rookie Joseph Young, forse un po poco, ma ad Indianapolis hanno dimostrato di credere molto nel giovane arrivato dal draft.
#2 Boston Celtics:
Brad Stevens non potrà contare su un quintetto di primo piano, ma sicuramente ha a disposizione un roster molto profondo. Sono arrivati in estate Amir Johnson da Toronto e David Lee, campione in carica dalla California. Il giocatore chiave dalla panchina sarà sempre lui, Isaiah Thomas , che il coach vuole sfruttare a gara in corso, al posto del giovane Marcus Smart.
Oltre alla qualità, l’head coach dei Celtics ha a disposizione anche molta variabilità di scelte: Olynyk, Tyler Zeller, Jared Sullinger, Jonas Jerebko, Evan Turner, James Young, RJ Hunter e Terry Rozier. La scorsa stagione Boston è stata nelle zone nobili per quanto riguarda la classifica dei punti dalla panchina con 41.8 per gara.
#1 Chicago Bulls:
Il reparto lunghi dei Chicago Bulls è di primissimo livello, uno dei più completi della lega, e non è una novità: a dar fiato a Pau Gasol e Noah ci sono Mirotic, Gibson ed ultimo non ultimo Bobby Portis.
Hoiberg potrà contare anche su Doug McDermott, Tony Snell, giovani molto duttili e pronti finalmente al grande salto.
Oltre a loro due vecchi nel backcourt opposti come modo di interpretare il basket ma entrambi a loro modo molto importanti: Kirk Hinrich e Aaron Brooks. Il primo porta difesa e tanto cuore, il secondo invece porta punti facili dalla panchina.
Forse una unica pecca: un ulteriore rinforzo nel backcourt farebbe molto comodo per dare riposo a Butler, esasperato nel minutaggio nelle ultime stagioni: solo Snell potrebbe essere poco, visto anche il fatto che Hoiberg lo utilizza sia nello slot di SG che i SF.
Ad allungare le rotazioni anche E’Twaun Moore, Cristiano Felicio e Cameron Bairstow.
In ogni caso a livello di variabili è una delle migliori panchine della lega: Mirotic porta punti da fuori l’arco, Gibson esplosività, Brooks grande velocità e dinamismo, McDermott può finalmente essere l’ala piccola che mancava ai Bulls, Snell dovrà dimostrare di saper e poter fare un ultimo progresso da giocatore discreto a buon comprimario. Ad Hoiberg il compito di unire un quintetto sulla carta secondo solo ai Cavaliers, ed una panchina superiore a quella della franchigia dell’Ohio per cercare di strappare a LeBron James il dominio della Eastern Conference.





