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Celtics, l’importanza di avere il quintetto titolare

di Salvatore Caligiuri

I Boston Celtics continuano la loro stagione al di sopra delle aspettative, considerando il fatto che qualora dovesse arrivare un risultato positivo dalla partita contro i Miami Heat, si troverebbero al primo posto posto della Eastern Conference.

Ci sono state dei periodi in cui la squadra ha fatto fatica a causa di molti infortuni dei giocatori importanti.

Basti pensare che il quintetto titolare (Thomas-Bradley-Crowder-Horford-Johnson) ha giocato poco più di 300 minuti insieme durante tutta la stagione finora.

Per fare un paragone, il quintetto base dei Washingtion Wizards ha giocato circa 1200 minuti, un numero altissimo rispetto a quello dei Celtics.

La squadra allenata da coach Brad Stevens ha un record di 23 vittorie e 7 sconfitte quando i cinque indicati sopra sono scesi in campo e, considerati questi infortuni, è importante notare che ESPN dia alla franchigia del Massachusetts il 52.7% di finire davanti ai Cleveland Cavaliers in regular season.

Il calendario favorevole, a questo punto, potrebbe spingere Boston al gradino più alto della Conference, prima di arrivare allo scontro diretto il 5 Aprile.

Isaiah Thomas, il quale ha saltato recentemente due partite per un problema alla gamba, si è espresso su questo argomento:

“Non abbiamo giocato molto insieme, giochiamo quattro o cinque partite e poi qualcosa si fa male. Speriamo di poter finire bene la stagione e di essere in forma per i Playoff”.

Fra i quintetti che hanno giocato più di 300 minuti insieme, quello dei Celtics si classifica al sesto posto per quanto riguarda il net rating, dietro solo ai Golden State Warriors, San Antonio Spurs, Houston Rockets, Los Angeles Clippers e i  Wizards.

Ancora più incoraggiante sono le prestazioni dell quintetto base dopo la pausa per l’All Star Game: nelle nove partite in cui sono stati in campo, i primi 5 hanno un net rating di +18,9 punti per 100 possessi.

Perchè il quintetto base sta facendo cosi bene?

Il ritorno di Avery Bradley, che ha salato quasi interamente i primi due mesi dell’anno, ha dato alla squadra la giusta intensità in entrambi i lati del campo. Il nativo di Tacoma sta tirando con il 48,6% dall’arco dalla pausa di febbraio e ha tolto un po di pressione a Thomas dal punto di vista realizzativo.

Thomas ha guidato i Celtics in 35 partite consecutive per quanto riguarda i punti segnati, raggiungendo nomi sacri come Michael Jordan e Kobe Bryant. Nonostante non stia giocando come nel mese di gennaio, è sempre la chiave per l’attacco della squadra, diventato ormai il migliore dei pregi della stagione in corso.

Horford è il barometro del team. Grazie alle sue doti di passatore, è diventato il playmaker aggiunto della squadra, contribuendo anche in difesa e con giocate di energia. Quando è aggressivo nella metà campo offensiva, solitamente i Celtics riescono a vincere.

Il contributo di Crowder e Johnson non va trascurato. Il lungo, che ha giocato ben 67 patrtite quest’anno, ha un net rating di +7,4 punti e i suoi minuti sono in continuo aumento.

Per quanto riguarda Jae Crowder, la sua efficacia al tiro è un po in calo ma la sua importanza è testimoniata dal -2,4 punti per 100 possessi quando  non è in campo.

Sarà importantissimo avere questi cinque sani quando le partite conteranno per poter sperare in un a lunga corsa ai playoff.

 

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