Ready to go: New York Knicks

di Luigi Ercolani
KNICKS

Fare un articolo sui Knicks che desse anche solo minimamente l’idea dei Knicks porterebbe tre cartelle in Word. Minimo. Bisognerebbe introdurre questa stagione, i protagonisti di ieri e quelli potenziali di domani, perché ci si aspettava tanto dal ritorno jacksoniano nel 2014 perché questa stagione è una sorta di “do or die” sportivo, qual è il rapporto affettivo tra la Grande Mela e la palla a spicchi, perché il pubblico del Garden fischia sempre determinati giocatori e magari si innamora perdutamente di altri (uno dei più recenti, Landry Fields). Non ne abbiamo lo spazio. Almeno non in questa preview.

CAMBIAMENTI DI GIOCO. NEW YORK KNICKS

Phil Jackson ha undici anelli al dito e tre allenatori diversi in due stagioni e spicci da presidente operativo: Mike Woodson, che non aveva scelto lui e che magari non gli stava neppure simpatico, e passi; Derek Fisher, che era un suo pretoriano giubilato in medias res, prima difeso a spada tratta e poi giudicato inadeguato, e passi un po’ meno; Kurt Rambis, che ha fatto il curatore fallimentare. Ora si va con il quarto, Jeff Hornacek, che viene dal sistema un po’ fricchettone e deficitario degli ultimi Suns e dovrà adeguarsi all’esigenza e alla serietà del basket made in New York. Non facile.

Del mercato, si sa. È arrivato Rose che è una garanzia quando in salute ma la salute non è una garanzia, e neppure il cambio Brandon Jennings offre certezze inoppugnabili. Spetterà a loro innescare le guardie, nell’ordine Courtney Lee a cui non daresti un dime ma quando la imbuca, oh, la imbuca, Justin Holiday che finora ha fatto la riserva ma ha un tiro efficace, e per la miseria, davvero Sasha Vujacic ha solo 32 anni? Anthony sarà titolare nello spot di tre con una riserva, Kuzminskas, dall’invidiabile sensibilità dei polpastrelli. Sotto le plance Hernangomez darà tecnica su 211 non indifferenti centimetri, Noah si spera che torni il Vichingo Africano dei tempi belli di Chicago, O’Quinn è il gatto del gomito e Plumlee, come i fratelli, due noci le distribuisce sempre generosamente. Amundson, settembrino cavallo di ritorno, è sempre Amundson.

Ah, e poi ci sarebbe Porzingis. Ve lo ricordate tutti, vero?

PREVISIONI NEW YORK KNICKS

L’anello. O l’ultimo posto. Dipende dall’umore dei supporter arancioblù. Battute a parte, i Knicks puntano ad entrare diretti sparati nella post season, e poi da lì uno scalpo eccellente si proverà a portarlo a casa, magari anche due se il Signore si ricorderà che da queste parti c’è il concentrato più intenso di palla a spicchi che si potrà trovare sul globo terracqueo (ed essendo l’autore felsineo, capirete la fatica a scrivere questa frase). Devono andare a posto tutti i pezzi del puzzle, dalla salute dei giocatori all’acume del nuovo tecnico, a una qualche golosa opportunità prima della trade deadline. È doveroso l’ottimismo È auspicabile il realismo. Sono consigliabili entrambi.

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