Da Oakland a Houston, dagli Splash Brothers al ‘Barba’: lo spettacolo sarà sicuramente il padrone delle Western Conference Finals, dove si sfideranno i Golden State Warriors e gli Houston Rockets.

Stephen Curry.

Stephen Curry.

La compagine guidata da Steve Kerr è riuscita ad approdare a questa fase della postseason dopo circa 39 anni. Un traguardo raggiunto dopo aver eliminato, non senza sofferenze, gli arcigni e tenaci Memphis Grizzlies di Marc Gasol e Mike Conley. La difesa asfissiante e la pallacanestro fisica della franchigia del Tennessee ha creato diversi grattacapi ai californiani che in gara 4, in svantaggio per 2-1 sulla serie, hanno fatto affidamento ad un Steph Curry in formato MVP: la sliding door è servita, con i Warriors che pareggiano i conti e salgono in cattedra archiviando successivamente, in maniera egregia, la pratica (4-2).

James Harden.

James Harden, trascinatore degli Houston Rockets in questi NBA Playoffs.

Di tutt’altro tenore è stata la qualificazione dei texani. James Harden e compagni, nelle prime 4 partite della disputa contro i Los Angeles Clippers, sono stati surclassati con un 3-1 che non lasciava alcuna minima speranza di rimonta. Ma, si sa, la sorpresa è sempre dietro l’angolo. L’ex Oklahoma City Thunder ha fatto il trascinatore e coach Kevin McHale e ha trovato la giusta quadratura ad una squadra che, con le unghie e i denti necessari, hanno completato la clamorosa impresa: 3-4 il risultato, losangelini a casa e biancorossi alle finali di Conference per la prima volta dal 1997.

ANALISI DEL CONFRONTO

Uno dei limiti mostrati dai Rockets in questi playoff è stata sicuramente la difesa, soprattutto quella sul perimetro: se non verranno trovati i giusti accorgimenti, la tavola per Curry e Thompson potrebbe essere già bella e apparecchiata. Inutile dire che lo stato di grazia del play numero 30 inciderà tantissimo sul confronto, così come il rendimento di un Harden che sta facendo vedere le tante belle cose mostrare in regular season. Non solo sull’arco dei tre punti, i fari verranno puntati anche sotto le plance, con la sfida chiave tra Dwight Howard e Andrew Bogut. Se il nativo di Atlanta vestirà i panni di ‘Superman’ sarà difficile per l’australiano contenerlo. Sarà importante anche il ruolo dei vari gregari, con Draymond Green da una parte e un sorprendente Josh Smith dall’altra pronti a dar manforte. Inoltre, un fattore che potrebbe giocare un ruolo fondamentale è l’esperienza:  nel roster dei Warriors non è presente alcun giocatore che abbia disputato le Finals, mentre tra le fila di Houston ci sono i vari Howard, Harden, Terry e Ariza.

IL DUELLO CHIAVE

Stephen Curry vs James Harden

Harden affronta Stephen Curry

James Harden affronta Stephen Curry.

A suon di punti e giocate spaziali i due uomini franchigia sono pronti ad infiammare il parquet. I due principali contendenti al titolo MVP di quest’anno (andato poi al primo) sono pronti a darsi battaglia senza esclusione di colpi, per trascinare i propri compagni verso la tanto agognata finalissima.

INFORTUNATI

Marreese Speights (GSW): polpaccio, non disponibile per gara 1
Ognjen Kuzmic (GSW):  caviglia, impiego dubbio per gara 1             Donatas Motiejunas (HOU): schiena, stagione conclusa
Patrick Beverley (HOU):  polso, stagione conclusa
K.J. McDaniels (HOU): gomito, stagione conclusa

STATS LEADER

  • Golden State Warriors: Stephen Curry (28.2 PTS), Draymond Green (10.1 REB), Stephen Curry (6.8 AST).
  • Houston Rockets:  James Harden (26.7 PTS), Dwight Howard (13.8 REB), James Harden (8 AST).

Per NBA Passion,

Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)

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