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NBA Starting Five: Il Quintetto Della Notte!

di Mario Tomaino

Friday Night ricco di partite spettacolari con ben 12 gare che hanno regalato le solite emozioni e anche qualche colpo di scena. Andiamo a scoprire, come sempre, i migliori 5(+1) che hanno meritato di prendere parte allo Starting Five della notte:

 

PG: Russell Westbrook

russell-westbrook-du-9ede4Potremmo chiamarlo Hannibal Westbrook. Se gli infortuni fanno questo effetto su di lui, buono a sapersi: West è tornato affamato di punti e vittorie. Dal suo ritorno una decina di giorni fa, il team ha giovato del dinamismo e della grinta che solo il ragazzo di Long Beach sa apportare. A differenza di Durant, che è ancora lontano dai suoi standard, Russell ha da subito fatto la differenza sul parquet, con le solite giocate d’alta scuola che hanno fatto stropicciare gli occhi a tutti noi. Nella notte i Thunder hanno continuato a mostrare quanto di buono visto contro i Cavs e, contro i Timberwolves, Westbrook ha lasciato la sua firma nella partita, assicurandosi 34 punti, 6 rimbalzi e 6 assist. Semplicemente inarrestabile.

 

 

SG: Bradley Beal

Beal WizardsWelcome back Bradley! Lo aspettavamo da qualche tempo, l’infortunio patito ad inizio stagione di certo non gli ha permesso di esprimere appieno il suo potenziale, ma eravamo sicuri che Beal potesse ritornare da un momento all’altro. E così è stato. Nella notte, contro un team in forma quale i Clippers, Bradley Beal ha deciso di fare la voce grossa siglando 29 punti, importantissimi nell’economia della gara, dimostrando di essere al solito un ottimo tiratore, specie dall’arco, oltre che un egregio passatore, vedasi lo spettacolare assist per Gortat. Questi Wizards stanno mantenendo le aspettative di inizio stagione confermando quanto di buono fatto lo scorso anno e, con un Beal in più, sognare in grande diventa lecito.

 

 

SF: LeBron James

Lebron James cavaliers cleveland41. Quarantuno. Comunque voi vogliate leggerlo o scriverlo, la sostanza non cambia. 41 punti per sua maestà The King. Pare che il riposo forzato faccia bene a James: lo scorso anno, complice la rottura del setto nasale, LeBron dovette stare fuori per una partita e, al suo ritorno, ne mise 61 contro gli Hornets. Quest’anno invece, bloccato a causa di un affaticamento al ginocchio sinistro, torna sul parquet e ne spara 41. Peccato che tutti questi punti siano stati vani, in quanto non sono serviti a riportare alla vittoria Cleveland. Quel che è certo è che sicuramente non sarà stata una bella serata per Evans e compagni, che nulla hanno potuto contro lo strapotere del ragazzone di Akron. In ogni caso, long life the king.

 

 

PF: LaMarcus Aldridge

nba_a_aldridge_kh_duncanSpesso vengono poste domande assurde del tipo: come si fa a segnare 21 punti con un incredibile 10/12 in un solo quarto? Se volete la risposta, andate a rivedere Portland at Chicago e attenzione alla vostra mascella, potrebbe avere un improvviso cedimento, causa partita spettacolare di Aldridge. Come anticipato, il primo quarto della partita giocata nella notte, potremmo sintetizzarla come LaMarcus versus Bulls e avremmo già finito di commentarla. Un dominio totale da parte del lungo dei Trail Blazers che pareva non lasciare scampo né ai Bulls, spettatori non paganti di tale spettacolo, né ai suoi compagni che hanno racimolato la miseria di 7 punti in 12 minuti. A fine serata il tabellino reciterà 35 punti e 9 rimbalzi ma, purtroppo per lui e Portland, ad avere la meglio sono stati i Bulls. Resta stampata negli occhi, in ogni caso, la spettacolare dimostrazione di inarrestabilità da parte del 29enne texano.

 

 

C: Andre Drummond

hi-res-34ad8684327ebfa545e58566cac2f168_crop_northÈ stato spesso inserito nel nostro Starting Five in quanto sta dimostrando, con costanza, di poter essere finalmente degno degli elogi spesi per lui ad inizio carriera. Ad ogni modo, le sue prestazioni, spesso non sono servite molto alla causa dei Pistons, in quanto difficilmente è arrivata la vittoria. Non è questo il caso, però. Nella notte si sono incrociati due team col bisogno di tornare a vincere il prima possibile: parliamo di Detroit e Phoenix. Un po’ a sorpresa, allo US Airways Center, a spuntarla per un pelo è stata proprio la franchigia di Detroit, complice appunto la prestazioni ad ottimi livelli da parte di Drummond. Il centro in forza ai Pistons è stato autore dell’ennesima doppia-doppia di stagione, segnando 23 punti e raccogliendo 14 rimbalzi in soli 30 minuti giocati, che ha permesso ai Pistoni di avere la meglio.

 

 

Sixth Man: Derrick Rose

Quando i Bulls vincono, non può che essere lui uno dei principali protagonisti della scena. Derrick Rose, con i suoi 31 punti in soli 31 minuti di gioco (season-high), cui vanno aggiunti 5 assist e 3 rimbalzi, trascina Chicago ad una vittoria importante e di certo poco scontata contro i Trail Blazers. Quando D-Rose sta bene difficilmente lo puoi fermare. Gli avversari, infatti, provano a contrastarlo, raddoppiarlo, ma contro di lui c’è poco da fare, riesce ad uscire da qualunque situazione con tanta qualità e dinamismo, classico marchio di fabbrica di casa Rose. Se, come sembra, Derrick riuscisse a finire la stagione senza ulteriori acciacchi, sicuramente i Bulls potrebbero inserirsi prepotentemente, con maggiori possibilità di successo, nella lotta al titolo NBA.

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