Il neo sindaco di New York Eric Adams ha dichiarato in conferenza stampa mercoledì di “non vedere l’ora” di rimuovere ogni obbligo vaccinale e di mascherina in città, ma che al tempo stesso il processo di progressivo abbandono delle misure restrittive – tuttora in vigore – non sarà immediato.
Decisi cambiamenti potrebbero avvenire però “già nelle prossime settimane (…) ci stiamo muovendo nella giusta direzione ma saremo cauti“. Una novità importante, sebbene nell’aria da settimane, anche per i Brooklyn Nets che potrebbero dunque ritrovare in campo la star Kyrie Irving anche per le partite casalinghe al Barclays Center.
Irving, 29 anni, non si è mai voluto vaccinare contro il Covid, e al suo rientro in squadra a gennaio (dopo una sospensione di 3 mesi e dopo aver contratto anche il virus) aveva potuto giocare solo le partite in trasferta, per un totale a oggi di appena 14 apparizioni.
I Nets riprenderanno la loro stagione in casa contro Boston, e lo faranno senza Kyrie Irving, Kevin Durant, Ben Simmons, Joe Harris e il neo arrivato Goran Dragic, che ha iniziato ad allenarsi con la squadra dopo il suo arrivo due giorni fa, da free agent. In simili condizioni e sperando in buone notizie sia dall’infermeria per quanto riguarda Durant, sia dall’ufficio del sindaco per quanto riguarda Kyrie, i Nets dovranno tentare di chiudere in crescendo la stagione per evitare i play-in (nella migliore delle ipotesi) e addirittura una clamorosa esclusione dalla post-season, con l’undicesimo posto a Est distante sole 3.5 partite.
Brooklyn ha passato prima della pausa per l’All-Star Game il peggior momento della stagione, con 11 sconfitte consecutive frutto dell’infortunio di Kevin Durant, della parziale indisponibilità di Irving e della crisi James Harden, risolta solo alla trade deadline con il maxi-scambio con i Philadelphia 76ers.

