Cleveland Cavaliers: All In…Offense

di Andrea Ranieri
Cleveland Cavaliers

Cleveland Cavaliers: la squadra che vince in attacco

“L’attacco fa vendere i biglietti, la difesa fa vincere le partite”. Questa è una delle più famose e ripetute massime sulla pallacanestro, ed è anche una delle più vere. E quando una massima risulta spesso vera possiamo chiamarla “regola”. Ma ogni regola, per essere confermata, ha bisogno della propria eccezione. In NBA, l’eccezione che conferma questa regola sta in Ohio e si chiama Cleveland Cavaliers. Sì, perché i Cavs non solo hanno ottime cifre in attacco (secondo migliore della lega con 112 punti a partita), ma fanno della fase offensiva la loro fonte di fortune a livello di risultati. Non per caso, i 114,1 punti medi delle vittorie diventano appena 99,5 nelle sconfitte. Con questo non si vuole dire che anche la difesa non abbia un peso dal punto di vista dei risultati, che sarebbe fuori da ogni logica cestistica, ma si vuole mettere in evidenza quanta importanza rivesta la fase offensiva nel gioco dei Cleveland Cavaliers. Ora, è interessante entrare più nel merito di questo attacco stellare.

L’intesa dei Big Three

Mai come quest’anno, Love, Irving e James sembrano aver capito come sfruttare al meglio il proprio talento. Il definitivo inserimento del Beach Boy nei meccanismi sta sicuramente aiutando, ma è l’intesa tra i tre a sembrare ormai perfetta. LeBron, in regular season, ha deciso di responsabilizzare i suoi due scudieri, giocando per loro e per la squadra, più che per segnare. Finora, Irving e Love non hanno deluso le aspettative del Re. I due combinano per 46 punti a partita e sono spesso in grado di spezzare le partite. Kyrie sembra diventato un vero leader, almeno in campo; KL pare tornato ai tempi di Minnesota. Ma l’aspetto più impressionante è forse l’intelligenza delle tre star. A seconda dei momenti della partita, si va da chi dei tre ha più vantaggio. Ogni attacco parte con l’idea di creare un missed match in favore di uno dei tre fenomeni. Un principio offensivo quantomeno basilare, ma estremamente efficace, con tutto quel talento. Quando i Cleveland Cavaliers saranno in grado di vincere anche senza James, capiremo che Irving e Love saranno divenuti dei veri leader.

I Big Three dei Cleveland Cavaliers stanno combinando circa 70 punti a gara

I Big Three dei Cleveland Cavaliers stanno combinando circa 70 punti a gara

Movimento di palla e tiro da tre punti

Ma i Cleveland Cavaliers non sono solo Big Three. La decisione di James di giocare per i compagni sta creando uno stupendo movimento di uomini e palloni. I “gregari” devono solo aspettare di ricevere gli scarichi delle tre stelle e punire la difesa concertatasi solo su esse. E in particolare, gli assist del Prescelto (9,5 a gara) creano tiri apertissimi da tre punti. Ne approfittano Smith, Frye, Shumpert, tutti oltre il 35% dall’arco. Ma sono anche Irving e soprattutto Love a godere della visione di gioco di James. Entrambi tirano col 43% da tre punti, miglior dato in carriera. Ed è l’attenzione al dettaglio da parte di LeBron a fare la differenza. Ha dichiarato in una recente intervista di sapere a memoria come ogni compagno preferisce ricevere il pallone per tirare; lui li mette in ritmo, loro devono “solo” segnare. Quando il Re non gioca, questa qualità nei passaggi viene meno e l’attacco dei Cavs risulta più sterile. Questo è il salto di qualità che ancora manca a Cleveland.

Quindi? Ai Cleveland Cavaliers per vincere ancora l’anello basterà attaccare così? Ovviamente no, prescindere da una buona difesa sarebbe suicida anche per questi Cavs. Ma a quello si potrà pensare quando la palla e le partite iniziarono a pesare: Nel frattempo, godiamoci una squadra che punta tanto (o quasi tutto) sull’attacco, con risultati meravigliosi.

You may also like

Lascia un commento