Senza Jamal Murray e dopo appena 9 partite senza Michael Porter Jr, per i Denver Nuggets la vera impresa in stagione è stata evitare i play-in della Western Conference.
In questo senso, la serie di primo turno di playoffs appena persa per 4-1 contro dei Golden State Warriors superiori e già alla vigilia il peggior accoppiamento tattico possibile per coach Malone, è stata una sorta di premio per un gruppo che ha saputo sopperire a una vistosa mancanza di talento diffuso accanto a un Nikola Jokic da probabile bis per l’MVP.
Finita la stagione, per i Nuggets è ora di pensare all’estate e al prossimo anno, quando le due addizioni maggiori saranno i ritorni in campo di Porter Jr e soprattutto di Jamal Murray. L’infortunio del canadese nell’aprile 2021 aveva chiuso violentemente una finestra per il titolo NBA che i Nuggets avevano deciso di provare a sfruttare, arrivando sul mercato a Aaron Gordon. Senza Murray, di fatto due edizioni dei playoffs sono andate (quasi) sprecate, ma coach Michael Malone è ancora convinto del potenziale della sua squadra al completo.
“A pensarci fa quasi paura, io torno sempre all’anno scorso, a prima dell’infortunio di Murray proprio qui al Chase Center. Sentivamo allora di avere una chance vera per vincere il titolo, ma le cose sono andate diversamente. E ora abbiamo giocato senza due delle nostre star (…) ma il futuro qui è decisamente luminoso. Su Murray, penso che non vedremo da subito il Jamal che siamo abituati a vedere ma sarà un processo. Dopo gara 2, guardavo le statistiche di Murray nella bolla di Orlando nel 2020, e ho ripensato a che tipo di giocatore sia quando la posta in palio è alta, con Porter Jr poi avremo ancora più tiro da fuori e pericolosità, che oggi è tutto e rende più semplici tante cose in campo“.
Dello stesso avviso Nikola Jokic: “Non siamo al completo ora, non sappiamo quindi dove potremmo arrivare. Possiamo vincere? Penso di si, insomma… abbiamo visto una stagione in cui dei super team non hanno combinato nulla, noi abbiamo i giocatori e il talento, e ora c’è da lavorarci su“.
In attesa di sapere chi tra Jokic, Embiid e Antetokounmpo sarà l’MVP, per il serbo l’estate 2022 potrebbe essere quella del rinnovo contrattuale al supermassimo salariale da 254 milioni di dollari in 5 anni. “Se l’offerta sarà sul tavolo, la firmerò, ma non sta a me. Io qui sto bene, e di certo la accetterei. Mi piacciono l’ambiente, l’organizzazione e le persone che lavorano qui. Il secondo MVP? Se succede, succede. Certo, sarebbe un sogno davvero“.

