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Inside the duel: Golden State Warriors vs Utah Jazz

di Felice Caporaso

Nella semifinale della Western Conference si affronteranno i Golden State Warriors che sono reduci dalla nettissima vittoria per 4-0 ai danni dei Trail Blazers e gli Utah Jazz che hanno sconfitto in 7 gare i Los Angeles Clippers nella serie più equilibrata fino ad ora di tutti i playoff.

I Warriors,avendo chiuso in fretta la pratica,vengono da un periodo di riposo molto lungo per gli standard dei playoff NBA (ultima partita giocata il 25 aprile), mentre i Jazz saranno sicuramente più affaticati per le 7 gare ma allo stesso tempo rinvigoriti dalla vittoria di gara7 allo Staples Center. Due idee di basket completamente differenti quelle di coach Kerr (al momento sostituito da Mike Brown per i noti problemi alla schiena) e coach Snyder: da un lato, una squadra che fa del ritmo e della transizione la sua arma migliore, dall’altro una squadra che gioca prevalentemente a metà campo,spesso al limite dei 24 secondi. Basti pensare che i Warriors giocano a oltre 102 possessi a partita, mentre i Jazz a poco più di 93 (ultimi della lega).

 

A livello di playoff, queste 2 franchigie si sono affrontate 3 volte nella loro storia: 2 volte al primo turno e una volta in semifinale di conference. Il bilancio è di 2-1 in favore dei Warriors che però hanno perso l’ultimo precedente nel 2007 (si trattava proprio di una semifinale di conference).

 

 

GOLDEN STATE WARRIORS STATS

 

First round: 4-0, vs Portland Trail Blazers

Offensive Rating: 114.6

Defensive Rating: 96.3

Team leaders: Stephen Curry (29.8 PTS), Draymond Green (9.6 REB), Draymond Green (7.5 AST)

 

UTAH JAZZ STATS

 

First round: 4-3, vs Los Angeles Clippers

Offensive Rating: 108.0

Defensive Rating: 106.3

Team leaders: Gordon Hayward (24.7 PTS), Rudy Gobert (7.4 REB), Joe Ingles (4.0 AST)

 

 

IL DUELLO

 

In questa serie si affronteranno oltre che 2 franchigie, 2 culture del gioco completamente differenti. Come già accennato, I Warriors fanno del ritmo,della transizione e del flusso di gioco il combustibile per innescare i propri formidabili attaccanti, mentre gli Utah Jazz prediligono un gioco a metà campo fatto di isolamenti,pick and roll ed hand-off. E’ palese quindi che il controllo del ritmo di gioco sarà non una chiave, ma la chiave di questa serie. L’attacco dei Warriors è straripante e ben collaudato e inoltre può contare sul talento individuale offensivo di giocatori del calibro di Stephen Curry,Klay Thompson, Kevin Durant e Draymond Green, mentre gli Utah Jazz possono contare su un gruppo veramente solido, ben costruito e ben allenato che ai suoi ritmi può dar del filo da torcere a chiunque; inoltre i Jazz hanno trovato in Hayward,che ha avuto una crescita davvero esponenziale, il loro go to guy, il loro trascinatore offensivo,in Joe Johnson un giocatore di grande esperienza capace in isolamento di creare tantissimo gioco e di inventarsi canestri in qualunque momento, in Ingles un giocatore solido con buone letture e in Hill un play maker fatto su misura per i propri ritmi.

 

Sempre per la famosa gestione del ritmo di cui sopra, sarà importante avere il predominio delle plance e qui la sfida sarà veramente interessante: Golden State ha giocatori non altissimi ma specialisti del rimbalzo come Green e Durant ma questi dovranno essere aiutati e non poco da Pachulia e da McGee (vera sorpresa del primo turno di playoff per i californiani) perché i Jazz possono contare su Gobert e Favors che sono veramente difficili da affrontare nella lotta sotto i tabelloni.

 

A livello individuale, ci sono tantissimi duelli che potrebbero fare la differenza in questa serie. Quello che potrebbe spostare davvero gli equilibri è Hayward vs Durant: chi dei due riuscirà a prendere il sopravvento sull’altro,porterà sicuramente un vantaggio non indifferente alla propria squadra. Per i Jazz poi c’è il rebus Curry che è di difficile gestione se preso in 1vs1. Coach Snyder deve trovare la chiave di volta nel sistema difensivo e non negli 1vs1 poiché i Warriors hanno troppe frecce al proprio arco per poter pensare di limitarle tutte: bisognerà fare delle scelte e scommettere sulle percentuali. Il famoso Death line up dei Warriors (con Green da 5 e Durant da 4) potrebbe essere davvero un grosso problema per la difesa dei mormoni.

 

Altro tema interessante è quello che riguarda le panchine: Per i Warriors a partita in corso entrano giocatori come Iguodala,Clark,Livingston e McGee, giocatori importanti che possono dare tanto ma che non hanno tantissimi punti nella mani, mentre invece la panchina dei Jazz con Hood e Johnson in primis può portare un impatto diverso a livello realizzativo.

 

Il pronostico,non solo per il fattore campo, è ovviamente a favore di Golden State ma i Jazz sono un squadra in continua crescita che ha voglia di stupire e che non ha nulla da perdere e che quindi potrebbe dare qualche grattacapo alla banda di Steve Kerr.

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