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Warriors: sosia di Klay Thompson elude la sicurezza al Chase Center, bandito a vita

di Michele Gibin
klay thompson

Un sosia di Klay Thompson è riuscito a superare inosservato anche i livelli più alti di sicurezza del Chase Center di San Francisco, prima di essere individuato, ore prima della gara 5 delle NBA Finals tra Warriors e Celtics, ed è stato come conseguenza bandito a vita dall’arena.

Dawson Gurley, noto come Big Daws sui social e su YouTube, è un celebre sosia di Thompson, e poche ore fa sul suo canale YouTube ha postato un video di circa 15 minuti in cui dimostra come sia riuscito, indossando una felpa con cappuccio blu della squadra e l’immancabile fascetta gialla alla Klay, a passeggiare indisturbato nelle aree ad accesso riservato del Chase Center e persino sul campo da gioco, poche ore prima di gara 5, firmando autografi e facendo foto con i tifosi. Durante il video si vedono diversi interventi di persone che riconoscono Gurley, e persino un agente di polizia che fuori dall’impianto lo avverte di non dare troppo nell’occhio e “non esagerare”.

Gurley è persino riuscito a calcare per circa 10 minuti il parquet del Chase Center, ancora vuoto, e fare qualche tiro a canestro prima di essere finalmente allontanato dalla security.

Una dimostrazione costata a Dawson Gurley una sospensione a vita dal Chase Center, il 29enne ha postato sui suoi canali social la comunicazione ufficiale, che lo sanzionava “per aver deliberatamente eluso la sicurezza e ingannato il personale del Chase Center“, in apertissima violazione del codice di condotta del pubblico nelle arene NBA. Un ban che si è esteso anche alla Kaiser Permanente Arena, dove giocano in G-League i Santa Cruz Warriors.

Perché dovrei essere bandito a vita per la loro incompetenza?” Si è chiesto Gurley sui social, contestando l’accusa di aver “eluso i controlli” perché in realtà accompagnato nelle aree ad accesso riservato da alcuni dipendenti e staff dell’arena.

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