Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsCurry accende la miccia sugli stipendi NBA, ma il divario con la WNBA brucia

Curry accende la miccia sugli stipendi NBA, ma il divario con la WNBA brucia

di Carmen Apadula

Stephen Curry ha recentemente fatto luce sull’attuale struttura dei compensi dei giocatori NBA.

In una recente intervista, il quattro volte campione NBA ha osservato che, considerando le entrate della lega, i giocatori non sono in grado di guadagnare fino al loro massimo potenziale, soprattutto a causa delle regole del Collective Bargaining Agreement (CBA) attualmente in vigore. 

Curry ha dichiarato che i giocatori non hanno la possibilità di acquisire titoli azionari. Il che, di conseguenza, limita la loro remunerazione nella lega.

“Penso che, per come è strutturato il CBA in questo momento, non possiamo partecipare all’equity” ha detto. “E questo è un grosso problema perché si tratta di partnership con la proprietà, con la lega. E noi partecipiamo poco a quelle entrate”.

Lo so, i commenti del veterano potrebbero essere percepiti da alcuni come ingiustificati, visto che nella prossima stagione porterà a casa ben 59.6 milioni di dollari. Tuttavia, il playmaker ha fornito un’altra prospettiva a questa equazione.

Curry ha riconosciuto che i contratti delle superstar NBA sono indubbiamente astronomici. Ad esempio, secondo Spotrac, Shai Gilgeous-Alexander ha accettato un’estensione record del valore di 285 milioni di dollari in 4 anni.

LeBron James, invece, ha ritirato la sua player option da 52.6 milioni di dollari per la stagione 2025-26 alla fine del mese scorso, diventando così il dodicesimo giocatore più retribuito nella lega. Ma, anche se LeBron porta molto all’NBA dal punto di vista finanziario, non riceverà mai veramente quanto vale per la lega, a causa di come il CBA concordato divide i guadagni dalla vendita dei biglietti, delle maglie, ecc.

Curry lascia quindi intendere che, quando arriverà il momento di negoziare il prossimo contratto collettivo, l’associazione dei giocatori cercherà di ottenere una fetta più grande della torta.

“Queste cifre sembrano pazzesche. Ma quello che sta facendo la lega, da qualsiasi settore la si voglia guardare ad oggi, è probabilmente 10 volte tanto. Quindi, l’idea che non possiamo partecipare all’equità mentre giochiamo è parte del motivo per cui direi che sì, siamo sottopagati. Speriamo che, prima o poi, queste regole cambino un po’. In modo che i giocatori possano partecipare di più ai lati positivi dell’equità della squadra, della lega e delle valutazioni. Solo perché penso che ce lo meritiamo”.

Attualmente, gli atleti che partecipano alla NBA portano a casa il 51% degli introiti legati alla lega in una stagione. Questa percentuale è tra le più alte tra le leghe sportive professionistiche di tutto il mondo.

Nonostante le osservazioni di Curry abbiano aperto un dibattito sul tema, c’è infatti chi ritiene che il discorso della stella dei Warriors rischi di apparire distaccato dalla realtà. E ci sono tutte le ragioni del mondo per fare in modo che sia così. Con stipendi multimilionari, l’idea che i giocatori NBA siano “sottopagati” può sembrare difficile da sostenere, soprattutto se paragonata alla situazione delle atlete WNBA.

Perché per le controparti femminili è tutto diverso. Le giocatrici si trovano in un contesto radicalmente diverso.

Secondo i dati della WNBA, lo stipendio medio per la stagione 2024 è stato di circa 113.000 dollari, con un massimo salariale fissato a 241.984 dollari. Numeri che impallidiscono di fronte agli stipendi NBA, e che nel corso degli anni hanno obbligato molte atlete a giocare all’estero durante l’off-season, per integrare i propri guadagni.

Un’analisi di The Athletic sottolinea che le giocatrici WNBA ricevono solo il 9.3% dei ricavi della lega, una percentuale drammaticamente inferiore rispetto al 51% degli atleti maschi. Persino con la crescita esponenziale della WNBA (+23% di audience televisiva nazionale, +26% di presenze agli stadi e +40% nelle vendite di merchandising) la condivisione dei profitti rimane minima.

La WNBA e la WNBPA sono attualmente impegnate nelle trattative per il nuovo contratto collettivo. Data la crescita della lega, l’associazione delle giocatrici vuole che le venga corrisposto ciò che le spetta. Le giocatrici hanno infatti indossato magliette nere con la scritta “Pagateci quello che ci dovete” durante l’All-Star Game.

Alla luce di questi dati, parlare di “sottopagamento” nella NBA potrebbe quindi sembrare una forzatura. Se c’è un fronte in cui la battaglia per un’equa distribuzione dei ricavi è davvero urgente, è senza dubbio quello delle giocatrici WNBA. Che continuano a chiedere maggiore riconoscimento e un trattamento più equo, nonostante il crescente successo della lega. 

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