Manca sempre meno all’inizio della nuova stagione NBA, con le squadre che si preparano a riaccogliere i propri atleti al training camp. Steph Curry, point guard dei Golden State Warriors, ha rilasciato alcune parole a Gil’s Arena, podcast dell’ex leggenda della NBA Gilbert Arenas. Un focus sulla mentalità della sua squadra, oltre che i possibili nuovi volti della NBA del futuro.
“Prove them wrong”: Steph Curry non ha intenzione di mollare

Nella passata stagione, i Golden State Warriors hanno compiuto un ottimo percorso ai playoffs, guidati dal proprio uomo chiave. Steph Curry nell’ultima edizione della post-season ha cercato in tutti i modi di riportare i californiani alle Finals, dopo la grandissima annata del 2022. Gli Warriors, però, si sono dovuti arrendere ai Los Angeles Lakers, nelle semifinali di Conference. Ora, con l’arrivo di Chris Paul, Golden State avrà un’altra occasione per portare a casa il possibile quinto titolo in 9 anni.
“Tre ragazzi cercano di continuare a dimostrare che le persone si sbagliano – commenta Curry, riferendosi a lui, Green e Thompson, alla caccia del quinto anello – Ora siamo noi i cacciatori, non più la preda”. Ora, i superteam sono altri, Golden State dovrà contare sul proprio zoccolo duro. “Questa squadra è sempre un buon posto dove trovarsi. Possiamo essere tra le 6 e le 8 squadre che hanno una possibilità, in termini di esperienza, coesione e senso di appartenenza. Se le persone rimangono in salute e continuano a giocare al livello giusto, arrivi a i playoffs: a quel punto è una partita a dadi, si vedrà quello che succederà”.
Nel corso della sua intervista, Steph Curry ha inoltre parlato di chi potrebbe essere il nuovo volto della lega. Arrivati alla stagione 2023-24, il nativo di Akron, LeBron James, Kevin Durant e molti altri stanno andando verso la fine della loro carriera, lasciando spazio ad una nuova generazione. “La lega è in buone mani, con Jayson Tatum, Anthony Edwards e Luka Doncic. Luka, però, è il ragazzo su cui punto per ottenere tutti quei riconoscimenti. Quello che rappresenta lui come giocatore è unico, quando giochi contro di lui puoi sentirlo. Spero solo non sia troppo presto, perché abbiamo ancora molto da fare”.

