La cavalcata verso le finali NBA 2019 – poi perse – dai Golden State Warriors? “Dieci volte più dura e difficile delle altre, da tutti i punti di vista“, parola di Stephen Curry.
In una lunga intervista a Complex Magazine, la star degli Warriors si racconta tra campo, vita di tutti i giorni e celebrità, con l’esordio nel mondo dell’intrattenimento con la serie “Stephen vs The Game”, trasmessa su Facebook Watch.
I Golden State Warriors hanno mancato contro i Toronto Raptors di Kawhi Leonard la possibilità di siglare il primo “three-peat” (3 titolo NBA vinti consecutivamente) dai tempi dei Los Angeles Lakers 2000-2002.
Alla forza degli avversari si sono aggiunti i tanti infortuni, in particolar modo il problema al polpaccio destro che aveva tolto di mezzo Kevin Durant per oltre un mese, ancor prima del devastante infortunio di gara 5 delle finali NBA.
“Quest’anno è stata durissima, 10 volte peggio della stagione scorsa. Tutti i colpi che abbiamo dovuto incassare con 3 infortuni a 3 giocatori fondamentali (…) tutto questo mi ha reso ancora più orgoglioso di quanto la squadra ha saputo raggiungere, di quanto i ragazzi abbiano risposto alle avversità e di quanto abbiamo combattuto. Siamo arrivati ad un possesso dal forzare una gara 7, questo dice molto di che gruppo siamo, perdere fa male comunque ed il ricordo della sconfitta non se ne andrà, ma abbiamo avuto un’opportunità nonostante tutto“
"This year was 10 times harder, physically and emotionally for sure."@StephenCurry30 told us he's more proud of this year's #Warriors squad than last year's ➡️ https://t.co/qAw1jYaHZH pic.twitter.com/hsr1jqrRBO
— Complex (@Complex) June 27, 2019
Stephen Curry: “Dopo gara 6 abbiamo celebrato la nostra stagione, non è finita per noi”
I due infortuni di Durant e Klay Thompson hanno posto fine con un letale uno-due alla stagione dei Golden State Warriors, e reso il futuro di una delle squadre più forti dell’era recente davvero incerto. Kevin Durant salterà l’intera stagione 2019\20, e potrebbe già aver disputato la sua ultima partita in maglia Warriors. Il rinnovo di Klay Thompson pare al contrario una formalità, ma i tempi di recupero per il tiratore da Washington State si preannunciano lunghi.
“Finché non sin ricomincerà a giocare, la brutta sensazione della sconfitta rimarrà sempre viva, penseremo sempre a cosa sarebbe potuto accadere se, a cosa avremmo potuto fare meglio… la sera di gara 6, dopo la partita, ho riunito a casa mia una ventina di persone, abbiamo passato la notte chiacchierando, bevendo un po’ di vino e ripercorrendo tutto ciò che ci era successo in una stagione come questa. Ma non c’erano musi lunghi, solo sorrisi e voglia di celebrare un viaggio incredibile, con la consapevolezza che non sarebbe stato l’ultimo (…) passare del tempo con la tua famiglia ed i tuoi amici aiuta a rimettere tutto in prospettiva, rende la sconfitta un poco più sopportabile“.
E la free agency 2019, che toccherà molto da vicino la squadra che Stephen Curry ha contribuito a costruire e portare al successo?: “La seguirò come tutti, abbiamo due giocatori cui spetta una decisione importante. La NBA cambia continuamente, ogni anno ci sono giocatori che si spostano, niente che stupisca più, dopo tanti anni. La NBA è così, è una struttura immensa, anche questa sarà u’state selvaggia, come le altre, e la trade di AD (Anthonty Davis, ndr) è già stata un inizio importante“.

