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NBA: Klay e Curry lanciano gli Warriors, niente rivincita per i Celtics

di Michele Gibin
warriors celtics

La prima rivincita delle finali NBA 2022 va ai Golden State Warriors, che al Chase Center di San Francisco regolano per 124-107 i Boston Celtics, la squadra oggi col miglior record in regular season.

E lo fanno in “vecchio stile”, con 32 punti di Stephen Curry e 34 punti di Klay Thompson. Con gli Splash Brother al loro meglio, Golden State segna 68 punti nel solo primo tempo e nel terzo quarto risolve definitivamente la contesa, raggiungendo il +14 di vantaggio (95-81) e poi controllando Boston nel quarto periodo.

I Celtics, reduci da tre vittorie di fila a Ovest compresa la passeggiata a Phoenix contro i Suns, incappano in una cattiva serata di tiro di Jayson Tatum che chiude con 6 su 21 dal campo e appena 18 punti. Percentuali di tiro che in generale difettano ai Celtics, che in controtendenza con la loro stagione sin qui terminano con il 43.7% dal campo (12 su 40 al tiro da tre punti).

Tanta parte del merito va ai Golden State Warriors, più aggressivi e che avevano segnato la partita sul calendario. Troppo importante e favorevole l’occasione di battere la squadra NBA più forte al momento, al sicuro tra le mura del Chase Center, e mandare un segnale alle rivali. Celtics compresi.

Golden State è ancora senza Andrew Wiggins, assenza che fa il paio con quella di Al Horford per Boston. In quintetto per coach Steve Kerr c’è Jordan Poole che però sfrutta poco lo spazio, tira male e finisce con 1 su 9 da tre punti, 0 su 8 dopo il primo canestro, dall’altra parte campo per Blake Griffin.

L’ex Clippers, Pistons e Nets si batte, assieme a Grant Williams, ma sotto canestro senza Horford anche una squadra leggera come Golden State ha vita più facile. A rimbalzo finisce 53-39, Kevon Looney cattura 15 rimbalzi, Donte DiVincenzo 8 e Moses Moody 5, gli Warriors si assicurano ben 11 rimbalzi d’attacco.

Visto come stanno giocando, anzi come stanno dominando“, così coach Steve Kerr alla fine della partita “Avevamo proprio bisogno di una partita così. Ultimamente eravamo un po’ al palo, siamo migliorati un poco ma non abbastanza. Oggi è una vittoria importante“.

Senza Wiggins e con un Jordan Poole impreciso, a dare il suo apporto ci ha pensato dalla panchina Jonathan Kuminga, che ha segnato 14 punti con 5 rimbalzi in 21 minuti e ha contribuito con Draymond Green a marcare Tatum. Per Boston il migliore dalla second unit è Malcolm Brogdon con 16 punti, ma Derrick White chiude con 1 su 7 al tiro. A mancare però è stato il miglior Tatum, come ammesso dallo stesso giocatore: “Ho sbagliato troppo, tanti layup. Loro stanno giocando meglio di recente e sono una squadra equilibrata. Ti rendono tutto difficile e io ero un po’ fuori fase oggi. Ho sbagliato alcune cose facili“.

Klay Thompson (34 punti con 14 su 26 dal campo) ha visto nella vittoria contro Boston una reazione alla beffa di Utah, di tre giorni prima: “E’ stata terribile, ci ha lasciato un cattivo sapore in bocca. E oggi rispondere così è stato grande, ci siamo lasciati alle spalle Utah, bello rispondere così con una grande performance. La mia partita? Quando giochi contro i migliori, il tuo gioco deve rifletterlo e devi essere all’altezza della sfida“.

Stephen Curry non aveva giocato a Utah, e il riposo è decisamente servito, per l’MVP delle Finals 2022 6 su 11 da tre punti, 6 rimbalzi e 7 assist con +20 di plus\minus. “Un grande sforzo per tutti oggi, in attacco e in difesa. Klay, ma non solo (…) la vittoria di oggi è una bella ricetta per noi per l’intensità e la cura che ci vogliono per battere una squadra così. Era una partita da vincere assolutamente, visto quanto male stiamo facendo in trasferta, ci voleva prima di saltare sul prossimo aereo“.

Gli Warriors salperanno ora per una lunga trasferta a Est che li porterà, tra gli altri, a Milwaukee, Philadelphia e Brooklyn. 6 partite che potrebbero guastare il record positivo (14-13) se le cose non miglioreranno fuori casa rispetto a quanto fatto finora, con appena 2 vittorie in 13 partite.

I Celtics (21-6) termineranno con la doppia sfida a Clippers e Lakers il tour a Ovest, due partite in back to back prima di tornare a Boston.

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