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Ai Rockets il derby coi Mavs, D’Antoni: “Quintetto small interessante”

di Dennis Izzo

Gli Houston Rockets tornano a vincere, mettendosi alle spalle il ko sul campo dei Portland Trail Blazers e aggiudicandosi il derby texano coi Dallas Mavericks per la prima volta in questa stagione. I padroni di casa approfittano della pesantissima assenza di Luka Doncic, out per due settimane a causa di una distorsione alla caviglia, ma anche loro devono fare a meno di un giocatore molto importante, ossia Clint Capela, con Mike D’Antoni che ovvia al forfait dello svizzero proponendo un quintetto small con P.J. Tucker centro e Isaiah Hartenstein e Tyson Chandler non utilizzati nemmeno per pochi minuti.

Lo small ball dantoniano, che aveva dato i suoi frutti anche contro gli Utah Jazz, porta i Rockets alla vittoria anche contro i Mavericks. Rispetto alla trasferta di Salt Lake City, il duo Harden-Westbrook è in campo e risulta decisivo: il Barba torna finalmente a recitare un ruolo di primo piano, mettendo a referto una doppia doppia da 35 punti, 16 rimbalzi, 6 assist e 4 palle recuperate col 40% dal campo (10/25) e il 43% da dietro l’arco (6/14) e segnando tre canestri decisivi nel finale di gara, di cui due dalla lunga distanza, mentre Brodie fa registrare 32 punti, 6 rimbalzi, 9 assist e 3 palle rubate col 46% al tiro (13/28).

“Giocare col quintetto small è una sfida abbastanza divertente, ma può essere anche molto complicato, soprattutto quando si affronta una squadra con tanti giocatori più grossi. Lottare con Porzingis sotto canestro non è affatto facile, bisogna usare il fisico e fare affidamento anche sui propri compagni per marcare giocatori del genere.”, ha dichiarato James Harden in merito al quintetto piccolo. Anche coach Mike D’Antoni ha espresso la propria opinione circa la possibilità di riproporre una lineup simile: “Può essere abbastanza buona come idea, ma va sviluppata. Se in futuro ci ritroveremo a giocare con un quintetto leggero, dovremo aver ben presente che il nostro atteggiamento difensivo dovrà essere molto diverso.” 

Rockets piccoli ma efficaci: un esperimento da ripetere?

Molto bene anche Danuel House, che parte in quintetto e dà un contributo fondamentale alla causa, chiudendo a quota 14 punti, 3 rimbalzi, 2 recuperi e altrettante stoppate col 50% dal campo (5/10) e il 67% da dietro l’arco (4/6), e Eric Gordon, autore di 17 punti, 4 assist e una stoppata col 46% al tiro (6/13) e il 37.5% dalla lunga distanza (3/8), mentre in uscita dalla panchina si fanno valere Ben McLemore e Austin Rivers: 13 punti, 2 rimbalzi e una stoppata col 56% dal campo (5/9) e il 50% da dietro l’arco (3/6) in 15′ per il primo, 9 punti, 3 rimbalzi, 2 assist e una palla recuperata col 75% dalla lunga distanza (3/4) in 28′ per il secondo.

Tra le file degli ospiti, in virtù dell’assenza di Doncic, è Kristaps Porzingis a tentare di tenere in piedi i suoi, col lettone ex Knicks che fa registrare una bella doppia doppia da 35 punti, 12 rimbalzi, 2 recuperi e una stoppata col 60% dal campo (12/20) e il 77% dalla lunetta (10/13). In quintetto, provano a dargli una mano J.J. Barea (11 punti, 5 rimbalzi e 9 assist) e Dorian Finney-Smith (12 punti, 8 rimbalzi, 3 assist e una stoppata con 4/6 al tiro e 2/4 da tre), ma a fare la differenza è soprattutto Seth Curry, che in uscita dalla panchina fa registrare 16 punti, 2 rimbalzi e 4 assist col 54.5% dal campo (6/11) e il 33% dalla lunga distanza (2/6) in 25′.

“Alla fine le loro triple ci hanno distrutto, ma siamo stati bravi a rimontare dopo essere stati sotto di sedici punti. Tante cose mi hanno fatto una buona impressione, ma loro sono una buona squadra e ti costringono a fare i conti con situazioni difficili.”, le parole del coach dei Mavs Rick Carlisle. Dallas vince abbastanza agevolmente la battaglia dei rimbalzi (52-37), ma i Rockets risultano letali dalla lunga distanza (47% con 21/45).

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