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Rockets, Cavs ko con super Harden. D’Antoni: “James non mi sorprende!”

di Dennis Izzo

Gli Houston Rockets si mettono alle spalle l’amara sconfitta coi Sacramento Kings, arrivata sul suono della sirena, tornando alla vittoria sul campo dei Cleveland Cavaliers. Gli ospiti, che devono fare a meno dei febbricitanti Austin Rivers e Tyson Chandler, oltre che di Eric Gordon, hanno varie occasioni per archiviare la pratica già prima della pausa lunga, ma i padroni di casa sono duri a morire e approfittano di qualche errore di troppo dei texani per restare in scia dei loro avversari. Nel corso del terzo quarto, i Rockets toccano anche il +14 (82-68) e le speranze dei Cavs appaiono ormai vane, ma Cleveland si rende protagonista di ben 24 punti consecutivi, portandosi addirittura in vantaggio di undici lunghezze (99-88) in avvio di quarto quarto.

A fare la differenza, nel finale, è un ispiratissimo James Harden, che mette a referto ben 55 punti, 3 rimbalzi, 8 assist, 2 palle recuperate e altrettante stoppate col 59% dal campo (20/34) e il 56% da dietro l’arco (10/18): il Barba fa così registrare la sua quarta gara stagionale da almeno 50 punti (22 in carriera), nonché l’undicesima in carriera con 55+ punti. Oltre a ciò, il sette volte All-Star diventa il quarto giocatore nella storia a segnare almeno 10 triple in una partita in più di un’occasione, eguagliando il suo career-high e il record di franchigia: prima di lui ci erano riusciti soltanto Steph Curry, Klay Thompson e J.R. Smith. Infine, nessun giocatore aveva mai segnato 55+ punti in una partita con così pochi tentativi dalla lunetta (5).

A supportare Harden è un Russell Westbrook che appare sempre più fiducioso e a suo agio nel nuovo sistema: per The Brodie 23 punti, 7 rimbalzi, 6 assist e 4 palle rubate col 45% al tiro (9/20). Quindicesima doppia doppia stagionale per Clint Capela, autore di 10 punti, 13 rimbalzi e 3 stoppate con l’83% dal campo (5/6). Nel finale risulta decisivo anche P.J. Tucker, che mette a referto 8 punti, 5 rimbalzi e 2 recuperi e segna la tripla che chiude la gara (2/5 da dietro l’arco per lui). “James è incredibile. Fosse la prima volta che fa cose del genere sarei stupito, ma sono anni che ci regala prestazioni del genere. Mi complimento con lui anche per l’apporto in fase difensiva, si sta impegnando tantissimo.”, il commento di Mike D’Antoni.

Rockets trascinati da un Harden on fire

Tra le file dei Cavaliers, si segnala il rookie Kevin Porter jr., che in 29′ in uscita dalla panchina fa registrare il suo career-high per punti, 24, tirando col 60% dal campo (9/15) e col 67% dalla lunga distanza (6/9). “Harden segna 40 punti a partita, è pazzesco. Era la sua notte, abbiamo cercato di fare del nostro meglio per limitarlo ma non è bastato. Ha segnato tanti tiri su cui davvero non potevamo fare nulla. Ho un bel rapporto con James, ho avuto la possibilità di passare del tempo con lui l’estate scorsa, ci siamo allenati insieme. Per me è come un fratello, oltre ad essere uno dei giocatori che più ammiro.”, le parole del 19enne prodotto di USC in merito all’ennesima prova da incorniciare di James Harden.

Si mettono in mostra anche gli altri giovani talenti Collin Sexton, che chiude a quota 18 punti col 57% al tiro (8/14), e Darius Garland, autore di 11 punti col 50% sia dal campo (4/8) che da tre (3/6). Doppia doppia per Kevin Love (17 punti e 11 rimbalzi con 8/14 al tiro), al centro di numerosi rumors di mercato, 17 punti anche per Jordan Clarkson in 29′ in uscita dalla panchina.

“Questa sconfitta fa male, ora ci aspetta un lungo viaggio in aereo per San Antonio. Quando eravamo sotto di 13-14 punti, ho detto ai ragazzi che non avremmo dovuto arrenderci e ho ricordato loro che pochi giorni fa i Rockets erano avanti di 22 punti con gli Spurs e alla fine hanno perso. Dopo siamo riusciti a rimontare, poi Harden ha fatto Harden ed è quasi impossibile fermarlo in serate del genere. Non l’avevo mai visto da vicino.”, ha dichiarato al termine della gara coach John Beilein, al suo primo anno alla guida dei Cleveland Cavaliers.

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