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Rockets a picco sotto i colpi dei Mavs, Tucker: “Il primo quarto ci ha ucciso”

di Dennis Izzo

Terza sconfitta consecutiva per gli Houston Rockets. Se quelle con Denver Nuggets (105-95 in Colorado) e Los Angeles Clippers (122-119 allo Staples Center) non avevano fatto scattare il campanello d’allarme, quella riportata ieri tra le mura amiche nel derby texano coi Dallas Mavericks è decisamente più preoccupante. Il 137-123 con cui i Mavs si impongono al Toyota Center, infatti, è frutto anche e soprattutto di un atteggiamento difensivo a dir poco rivedibile da parte dei padroni di casa, che nel primo tempo hanno concesso ben 78 punti agli avversari (massimo stagionale), di cui 45 nel primo quarto.

L’inversione di tendenza tra terzo quarto, concluso sul +8 (35-27) e quarto periodo, nel corso del quale i Rockets erano riusciti a portarsi sul -5 (114-109), è soltanto un fuoco di paglia. Dallas, infatti, riesce abilmente a gestire il largo vantaggio e archivia la pratica sfruttando i punti deboli dei loro rivali. Nonostante il rientro di House, dunque, Houston non riesce a risalire la china, tirando con appena il 22.7% da dietro l’arco (10/44). Oltre a ciò, la second unit dà un contributo pressoché nullo alla causa: appena 11 i punti prodotti da sette giocatori (Rivers, McLemore, Chandler, Sefolosha, Clark, Hartenstein e Clemons).

Per i Rockets una sconfitta simile a quella riportata a inizio novembre sul campo dei Miami Heat (129-100). Dopo la batosta in Florida erano arrivate ben otto vittorie di fila a far tornare il buonumore dalle parti di Houston, ma ora si torna a parlare dei soliti problemi della squadra di D’Antoni. Difficile trarre conclusioni affrettate a novembre, ma i Rockets dovranno approfittare delle prossime gare per rialzare la testa e evitare di commettere i consueti errori, a partire proprio dalla sfida con Miami, in programma nella notte tra mercoledì e giovedì.

Rockets asfaltati dai Mavs: troppi errori al tiro e in difesa

“Gli errori commessi nel primo quarto ci hanno ucciso, abbiamo concesso loro troppi punti.”, ha dichiarato P.J. Tucker (16 punti, 5 rimbalzi, 2 assist, 2 recuperi e una stoppata con 7/10 al tiro e 2/5 dalla lunga distanza per lui) in merito all’atteggiamento difensivo dei suoi nei primi 12′ di gioco. “Abbiamo sbagliato tutto in difesa. Sin dall’inizio della gara abbiamo permesso loro di fare tutto quello che volevano. Quando concedi troppo a una squadra del genere vieni punito ed è proprio quello che è successo.”, le parole di James Harden, che ha chiuso con 32 punti, 9 rimbalzi, 11 assist e una palla recuperata col 46% dal campo (11/24), ma appena il 13% da dietro l’arco (2/15).

Tra le poche note positive della serata per i Rockets, spicca l’ennesima prestazione degna di nota per Clint Capela, che mette a referto la sua undicesima doppia doppia stagionale da 21 punti e 22 rimbalzi, la seconda con 20+ punti e 20+ rimbalzi quest’anno, la sesta in carriera: per il centro svizzero si tratta della settima partita consecutiva con almeno 19 rimbalzi catturati (dal 1976 ad oggi, ci era riuscito soltanto Dennis Rodman, nel 1992-1993 e nel 1994-1995), nonché della sesta gara stagionale con 20 o più rimbalzi (l’ultimo giocatore a riuscire in un’impresa simile con la maglia dei Rockets fu Larry Smith nel 1990-1991).

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