FTX è fallita, ma il nome dell’azienda di scambio di criptovalute finita in bancarotta a metà novembre campeggia ancora nell’arena dove giocano i Miami Heat, di proprietà della Contea di Miami-Dade.
Contea che sta facendo di tutto per slegare il suo nome a quello di FTX, rivelatosi partner inaffidabile – al limite della truffa – appena un anno dopo la firma di un contratto di sponsorizzazione milionario di 19 anni e 135 milioni di dollari complessivi per i naming rights, ovvero il diritto di dare il nome all’impianto di Miami e produrre e vendere merchandising e prodotti.
La Contea di Miami-Dade si è quindi rivolta al tribunale per ottenere il permesso immediato di rimuovere ogni riferimento a FTX dall’arena, compresa la grande insegna che c’è ancora agli ingressi.
“Non sembra che il debitore (FTX, ndr) subirà danni a causa della risoluzione dell’accordo sui diritti di denominazione“, ha scritto la Contea nella sua mozione. “D’altra parte, la contea di Miami-Dade continua a fornire preziosi diritti di denominazione e altri vantaggi al debitore, a scapito della capacità della Contea di cercare un nuovo sponsor per l’arena“.
La decisione del tribunale è attesa per metà dicembre, e nel frattempo le grandi scritte FTX resteranno dove sono, nonostante la compagnia di fatto non esista più.

