Forse non tutti ricordano che nel 2003 i Miami Heat ritirarono per volere di Pat Riley il numero 23 in onore di Michael Jordan, che stava giocando a Washington l’ultima stagione della sua carriera.
Riley, che all’epoca allenava gli Heat, aveva inteso il ritiro della mitica numero 23 anche a Miami come un omaggio minimo e doveroso al più grande giocatore di tutti i tempi, e da quel momento nessun giocatore in Florida ha mai vestito tale numero.
Nessuno, neppure Jimmy Butler che sta disputando dei playoffs 2023 “jordaneschi” con i Miami Heat, arrivati in finale di conference da testa di serie numero 8 e che ora se la vedranno di nuovo con i Boston Celtics. Butler è storicamente affezionato al numero 23, che ha indossato ai Minnesota Timberwolves e ai Philadelphia 76ers, mentre a Chicago con i Bulls non ha potuto portarlo per… ovvi motivi.
Jimmy ha rivelato in un video postato su Instagram che nel 2019, quando Butler e gli Heat erano in trattativa per il suo trasferimento in Florida via sign and trade con i Sixers, Pat Riley gli aveva addirittura proposto di portare la “sua” numero 23 e rimettere il numero in servizio. “Ma io ho detto di no“, ha spiegato l’ex Sixers e Bulls, che ha optato per il numero 22 che porta ancora oggi.
Nella storia dei Miami Heat, oltre alla numero 23, sono sono cinque i numeri di maglia ritirati: la numero 1 di Chris Bosh, la numero 3 di Dwyane Wade, la numero 10 di Tim Hardaway, la numero 32 di Shaquille O’Neal e la numero 33 di Alonzo Mourning. A fine carriera sarà scontato il ritiro della maglia numero 6 di LeBron James, che a Miami ha vinto due titoli NBA tra 2010 e 2014, e prossimamente quello della numero 40 della bandiera Udonis Haslem, che sta disputando la sua ultima stagione da giocatore.
La storia di Jimmy Butler con i Miami Heat non è certo ancora finita, c’è però da scommettere che alla fine della sua carriera anche la sua numero 22 penderà dalle volte del Kayesa Center.

