Il caso Sarver, la richiesta di trade di Jae Crowder e il gelo tra Deandre Ayton e coach Monty Williams sono i tre temi dell’avvio di stagione per i Phoenix Suns, la squadra che lo scorso anno in stagione vinse più partite di tutte.
Al primo giorno di allenamenti per il training camp 2022, Ayton ha raccontato di “non aver parlato con Williams da gara 7“, ovvero dalla settima partita della serie persa per 4-3 contro i Dallas Mavericks alle semifinali di conference, quando i Suns crollarono in casa e coach Williams tenne in panchina il suo centro per tutto il secondo tempo.
Ayton si è limitato a rispondere alla domanda su Williams, e per il resto si è detto “concentrato solo sul basket, sono qui per lavorare e rappresentare la maglia che indosso. Se siamo in disaccordo? Ho solo detto che non ci siamo ancora parlati. Ripeto, io sono qui“.
Monty Williams ha replicato a distanza a Ayton con i giornalisti alcuni minuti dopo. “C’è un tempo per tutto, ci sarà sempre bisogno di una chiacchierata a tu per tu anche con ragazzi che conosco da tempo. Per ognuno è diverso, con alcuni non ve n’è neanche bisogno. Vedremo col prosieguo dell’anno (…) e comunque non ci vedo un grande problema. Non ho parlato con altri, se è per questo, i ragazzi avevano bisogno di staccare da me, dal lavoro in palestra. Ho tenuto i contatti con tutti, ma parlare in modo approfondito è un’altra cosa“.
“Deandre Ayton“, ancora Williams “E’ un giocatore molto forte e un bravo ragazzo, ci sono delle volte in cui ci si sconterà per qualcosa ma non è questo che definisce in toto una persona. E a volte si esagera nel raccontare e riportare le cose, perché sostanzialmente non si conoscono tutti i fatti“.
Ayton era restricted free agent in estate, e i Suns hanno rinnovato il suo contratto pareggiando a luglio l’offerta da 4 anni e 133 milioni di dollari arrivata dagli Indiana Pacers.
“Penso che i ragazzi che sono qui siano contenti di esserlo. Abbiamo vinto tante partite e avuto tanto successo, e quando si sbaglia come in quella gara 7, tutto viene amplificato. Non ne parliamo più, abbiamo perso e stop“.

