Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsNBA, Sarver dopo la sospensione: “Mi scuso”. Ma su Twitter è rivolta: “Troppo poco”

NBA, Sarver dopo la sospensione: “Mi scuso”. Ma su Twitter è rivolta: “Troppo poco”

di Michele Gibin
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Robert Sarver ha risposto in un comunicato alla decisione della NBA di sospenderlo per un anno da ogni attività legata a NBA e WNBA e alle due squadre di cui è proprietario (Suns e Mercury), con una maxi-multa da 10 milioni di dollari.

Sospensione e sanzione arrivate alla fine di un’indagine lunga e complessa, durata oltre 18 mesi e in cui la NBA ha attestato il clima discriminatorio e tossico nell’ambiente di lavoro dei Phoenix Suns, attestato da oltre 300 testimonianze e migliaia di pagine di documentazione. Clima generalizzato, ma di cui Sarver sarebbe stato uno dei principali “ispiratori” con il suo comportamento irrispettoso e scorretto nei confronti dei suoi dipendenti.

Non sono d’accordo con alcuni dei particolari riportati dalla NBA nel suo comunicato, ma voglio comunque scusarmi per le mie parole e la mia condotta che hanno offeso i nostri dipendenti. Mi assumo la piena responsabilità di ciò che ho fatto, mi dispiace aver arrecato del dolore, quegli errori di giudizio riportati non sono consistenti col mio sistema di valori e la mia filosofia. Accetto la decisione della NBA, questo momento servirà da opportunità per dimostrare capacità di crescita e di imparare, mentre lavoriamo per costruire un ambiente dove ogni dipendente sia a proprio agio e valorizzato“.

Nel report della lega, si legge come Sarver “abbia collaborato a pieno” con le indagini.

La notizia della sospensione di Robert Sarver è stata accolta con disappunto da quanti nei circoli NBA e media prefiguravano per il proprietario di Suns e Mercury un provvedimento più duro, simile a quello che la NBA impose su Donald Sterling, allora owner degli LA Clippers, nel 2015 a seguito di uno scandalo scoppiato su alcune frasi razziste del miliardario losangelino.

All’epoca Sterling fu estromesso con un voto del board of governors dalla NBA e costretto a vendere la squadra, che venne rilevata da Steve Ballmer. Niente di tutto questo è successo per Sarver, con alcuni media illustri in America che hanno parlato di un semplice “schiaffo sulla mano” e di sanzione “light” alla luce di quanto emerso dalle indagini. Anche i 10 milioni di dollari di multa, per il proprietario di una franchigia che vale 1.8 miliardi, sono visti come una sanzione troppo leggera.

Ciò che è mancata almeno per il momento, è una presa di posizione da parte della comunità dei giocatori NBA, che nel 2015 si schierò con i colleghi dei Clippers per chiedere l’estromissione di Sterling. Sarver resterà per un anno al di fuori del mondo NBA e WNBA ma al momento sembrano escluse conseguenze maggiori, come la vendita della squadra.

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